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Questo film di esordio del giovane regista Guido Chiesa, il quale rivela ancora qualche impaccio è però interessante per due motivi: l'ambiente che descrive, coi paesaggi nebbiosi delle langhe, le vecchie case abbandonate e cadenti, la diffidente omertà degli abitanti e la storia, che narra, con la tecnica del giallo. Il mistero, che si svela alla fine è il dramma di coscienza di un vecchio partigiano. Ma il giovanotto, che risolve il caso, esce da questa esperienza completamente cambiato dentro, tanto da strappare un vantaggioso contratto di lavoro, rinunciato ad un brillante avvenire. I partigiani, che dominano la vicenda come ombre incombenti, si vedono all'opera soltanto in due brevissime sequenze (una al principio e una alla fine del film). Peccato che gli attori compreso il protagonista Alberto Gimignani, non siano abbastanza espressivi nei loro ruoli; fa eccezione Felice Andreasi, che è invece efficacissimo, nella parte di Antonio Martello. (Segnalazioni Cinematografiche)
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