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Il 7 e l'8 Recensione

"Il 7 e l'8" recensioni

Scheda Film
Il 7 e l'8
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-03-24 18:00:19
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Il sette al posto dell'otto

L'incontro/scontro casuale fra Tommaso, piccolo truffatore nonché ladro di cartelli stradali, e Daniele, svogliato studente di giurisprudenza, scuote, loro malgrado, la vita di entrambi: nati lo stesso giorno, nello stesso anno e nella stessa clinica, scoprono di essere stati scambiati in culla da un'infermiere sconvolto, e di avere quindi vissuto per trentuno anni l'uno con i genitori dell'altro. Una nuova ed altrettanto inaspettata rivelazione, però, complica ulteriormente la vicenda, spingendo Tommaso e Daniele ad indagare insieme per sbrogliare l'intricata matassa…

Una sequela di gag

Fra i tanti comici televisivi trapiantati al cinema, Ficarra Picone sono già al secondo tentativo: dopo 'Nati stanchi” è la volta di 'Il 7 e l'8”, per il quale il duo siciliano si è anche occupato della regia insieme a Giambattista Avellino. E' evidente la volontà di proporre un film organico, dotato di una trama coerente e compiuta che si adattasse alle gag di Ficarra Picone e facesse da collante alle loro battute, di modo che queste non risultassero mai isolate bensì fuse al tessuto narrativo del film. Purtroppo, il risultato finale non è all'altezza delle intenzioni: fatte salve alcune trovate comiche di indubbia simpatia che strappano il sorriso e l'idea piacevolmente grottesca (seppure non risolta) del ladro di cartelli segnaletici, il film si perde per strada ed è sin troppo palese che qualunque snodo narrativo sia al servizio delle gag; più che un film vero e proprio, insomma, una sequela di sketch in cui la trama non è che un pretesto.

Ad ogni modo chi non sia interessato al cinema, ma desideri soltanto farsi due risate, sicuramente lo apprezzerà.

Al termine dell'anteprima, Ficarra Picone, insieme a Giambattista Avellino, hanno risposto ad alcune domande relative al film:

Nel vostro film si riscontrano alcuni piccoli elementi di satira politica, rivolti soprattutto al presidente della regione Sicilia. Come avete preso questa decisione?

Picone: In realtà a noi piace sempre esagerare, la comicità parte da un'esagerazione. Siamo partiti da quella che doveva essere una battuta, una notizia da dare al telegiornale che potesse essere simpatica, e poi l'abbiamo portata a quello che avete visto…

Ficarra: …e comunque ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale!

Per quanto riguarda, invece, la scelta di un finale aperto?

Picone: La scelta è stata quella di lasciare aperto e sospeso un film che, pur essendo leggero, parla di argomenti importanti come il caso o il destino. Sapevamo di rischiare, perché alcuni spettatori possono avere l'impressione di un finale non perfettamente definito, ma ci piace lasciare le cose aperte e lasciar fare un po' di film anche alla gente e immaginare che ognuno passa pensare quello che vuole.

Ci potete svelare il mistero della passione di uno dei personaggi per i cartelli stradali?

Ficarra: Diciamo che era qualcosa che ci faceva ridere. Questo personaggio così ottuso, che si cala dalla finestra per uscire di casa neanche fosse Arsenio Lupin, mentre invece è un truffatore da due lire… era più che altro un vezzo per far ridere. Poi in un film in cui si parla anche di bivi e di strade mancate, poteva essere un'idea calzante.

Da dove proviene la trovata che sta alla base del film?

Ficarra: Noi ci siamo molto appassionati ad un film in particolare, ovvero 'C'era una volta in America” di Sergio Leone

Picone: …l'ispirazione proviene proprio da lì, da una scena in cui i bambini venivano scambiati da De Niro.

Ficarra: Vedendola, ci siamo chiesti cosa sarebbe successo se fossimo stati noi due i bambini scambiati.

Picone: Fra l'altro il rumorista che ha lavorato con noi, Italo Cameracan, è lo stesso dei film con Bud Spencer e Terence Hill, e soprattutto lo stesso di 'C'era una volta in America”. Quindi potete immaginare: siamo stati due ore con lui a chiedergli di svelarci i retroscena del film.

E come è stato dirigere il film in tre?

Giambattista Avellino: Non c'è stata divisione, nel senso che già dal momento della scrittura si condivide tutto, e vince chi riesce a convincere gli altri. Noi abbiamo un patrimonio di gusto e sensibilità in comune ed è ciò da cui si parte per una collaborazione di questo genere: ovviamente quando non siamo stati d'accordo si sono scatenate delle discussioni, anche perché abbiamo tutti un carattere piuttosto deciso. Queste discussioni però fanno bene al film, nel senso che ognuno di noi è rivolto testardamente al film e non all'affermazione di sé stesso. Tra di noi ci sono delle geometrie continuamente variabili, non ci sono mai degli schieramenti o delle trincee, e questo è un lavoro che permette a nostro avviso di migliorare il risultato: lavoriamo insieme da sette-otto anni fra teatro e televisione, e questo è il nostro metodo…

Ficarra: …diciamo che ci sono stati tafferugli, e qualche volta abbiamo dovuto fare la sceneggiatura a porte chiuse!

Copyright © Spaziofilm.it 2007.

Scheda Film
Il 7 e l'8
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-04-17 04:01:18
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"C'è la mano di uno sceneggiatore esperto e di prima fila come Francesco Bruni in questo 'Il 7 e l'8', nuova e ulteriore prova del flusso di talenti comici che dal cabaret televisivo degli ultimi dieci anni, quindici anni arrivano al grande schermo. (...) L'effetto è quello di trovarsi sbalzati dentro a uno di quei film, filmini, filmetti dei nostri anni Cinquanta, farseschi e goliardici, dominati da coppie come Billi e Riva o Vianello e Tognazzi. Dove in mezzo a uno stuolo di caratteristi sopraffini saltavano fuori Walter Chiari o Paolo Panelli. Intrattenimento leggero, semplice, esile, ma gradevole" (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 16 marzo 2007) "Vengono dalla tv ma non sono mai televisivi. Sono due comici palermitani, ma non sono gli eredi di Franco e Ciccio. Sono capaci di far ridere, e molto, usando il repertorio più classico (lo scambio di culle, il dialetto, le tirate, i tormentoni), ma non sono mai scontati. Sono due protagonisti, ma sanno anche lasciare spazio ai comprimari, anzi possono arruolare Remo Girone, Tony Sperandeo e perfino Arnoldo Foà in scene brevi o brevissime senza dare la minima impressione di spreco, al contrario. Sono Ficarra e Picone e il loro secondo film, diretto stavolta con Giambattista Avellino, conferma le doti già chiare in 'Nati stanchi'. Con mano più ferma, tempi asciutti, qualche guizzo surreale in più (perché diavolo il frenetico Ficarra, oltre a smerciare cd pirata, ruba i segnali stradali?), una solidità di scrittura e di regia che cercheremmo invano nel 90 per cento dei film comici italiani di oggi. E un'attenzione ai ruoli femminili (un rispetto) che gli consentono di azzeccare perfino una gag non facile (il cazzotto alla fidanzata gelosa) senza ombra di volgarità. Poiché il film precedente risale a sei anni fa, verrebbe voglia di spronarli a essere più produttivi. Invece no: non cascateci, ragazzi, restate come siete." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 16 marzo 2007) "'Il 7 e l'8', che a cinque anni di distanza dal film d'esordio 'Nati stanchi' li vede coinvolti anche come registi, è già una prova matura per il modo di gestire l'espediente comico dello scambio di persona, per l'equilibrio che hanno saputo trovare tra la loro verve surreale e un contesto da melodramma popolare e feuilleton. Aiutati in cabina di regia da Giambattista Avellino, Ficarra & Picone si calano con duttilità nei panni di Tommaso e Daniele, due individui diversissimi per temperamento, livello sociale e professione. (...) La loro determinazione nella ricerca dell'identità perduta innescherà equivoci a catena. Alle prese con un viaggio tragicomico e agrodolce, la coppia si muove con leggerezza tra Troisi e Arena e Totò e Peppino e distilla gag e incisive schermaglie verbali." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 17 marzo 2007) "I palermitani Ficarra&Picone dopo l'esordio con 'Nati stanchi' tornano al cinema con questa commedia molto godibile, al pari dell'altra coppia di comici, agli antipodi geografici, i milanesi Ale & Franz con il recente 'Mi fido di te'. In comune una comicità a tratti surreale, mai volgare, accompagnata da una fisicità da 'slapstick comedy' adatta anche ai più piccoli. (...) Tradizionale commedia degli equivoci che tra le righe (fate attenzione alla radio fuori campo), racchiude anche un piccola dose di satira politica." (Pedro Armocida, 'Il Giornale', 23 marzo 2007)

Copyright © Cinematografo 2007.



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