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"Ci vuole pochissimo per capire come andrà a finire l'intrigo thriller con scampoli edipici 'Identità violate' ('Taking lives'), che rilancia il pericolo gemellare, vecchio stereotipo hollywoodiano. (...) Tra le belle architetture della città canadese, il film si sviluppa senza verve, la somma delle paure non dà mai un'emozione vera, se non quando appare, quasi irriconoscibile, mamma Gena (Rowlands). C'è tutto il prevedibile, la corsa d'auto, il finto finale, la musica firmata e invadente di Philip Glass e una serie di virili comprimari di lusso, da Sutherland jr. a Martinez, da Karyo ad Anglade, ma tutti gli sforzi non mutano il mediocre tran tran, lontano dal 'Silenzio degli innocenti'." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 1 maggio 2004) "Il thriller ha una bella partenza ma poi delude. O meglio delude l'agente speciale dell'FBI Illeana Scott, l'irresistibile Angelina Jolie non al massimo della credibilità ." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 30 aprile 2004)
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