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I Robinsons - Una Famiglia Spaziale Recensione

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"I Robinson - Una famiglia spaziale" recensioni

Scheda Film
I Robinson - Una famiglia spaziale
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-05-29 15:00:19
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Trama

Un giovane orfano, dotato di grande intelligenza e inventiva, non riesce farsi adottare proprio a causa della sua "stranezza". Ma un aiuto inaspettato arriva niente meno che dal futuro, da un ragazzo che sembra sapere molto di lui e del suo ruolo nel mondo, e che lo porta in un mondo meraviglioso a conoscere una strampalata famiglia, completamente e meravigliosamente fuori di testa.

Lotta senza quartiere

Sono ormai lontani i tempi in cui per vedere 'il” film a cartoni animati dell'anno si aspettava trepidanti Natale. La moltiplicazione delle case di produzione, unita ad un marketing globale, porta ad avere nuovi prodotti anche molto diversi tra loro che si combattono a colpi di effetti speciali, pubblicità e gestione strategica delle uscite sui vari schermi. Così ora stiamo per vedere 'I Robinson”, che dopo una lunga attesa arriva al cinema per attirare pubblico,a non molta distanza da un altro sicuro blockbuster come 'Shrek 3”.

E proprio la concorrenza tra i cartoni (e di conseguenza l'evoluzione nelle scelte narrative e tematiche di ognuno di essi) è elemento cardine per capire i pregi e i limiti del film.

Un tradizione un po' in affanno…

'I Robinson – Una famiglia spaziale” è un film che rientra pienamente nella tradizione Disney. Protagonista un giovane orfano con grandi possibilità, che con la sua forza di volontà, con l'aiuto di alcuni personaggi amici e ostacolato dal cattivo di turno, riesce nell'impresa di trovare un happy end. I temi sono quelli classici della casa di Topolino: la famiglia, l'amore, l'amicizia, la fiducia in sé stessi come base per raggiungere qualunque obiettivo. Dal punto di vista dei valori di fondo quindi non c'è novità. Questo non è certo un male in sé: i bambini continuano a nascere, ed è giusto che si producano ancora prodotti studiati per loro. È il 'buonismo” tipico dei cartoni Disney, un approccio in parte necessario ma che negli ultimi anni sta mostrando qualche sintomo di fatica di fronte a pellicole come 'Shrek” che, si badi bene, non rinunciano affatto alla componente più fanciullesca dell'opera, ma che si dilettano a inserire citazioni, temi e immagini più adulti (impliciti o meno) che rendono il film più completo e pienamente godibile da un pubblico anagraficamente più vasto e variegato.

Parlando de 'I Robinson”, si potrebbe fare a questo proposito un esempio parlando della questione dei viaggi nel tempo. Il protagonista del film, Lewis, riesce a spostarsi nel futuro (anzi in due futuri diversi), scatenando i classici meccanismi di paradosso temporale che il cinema ha trattato spesso, nel passato più o meno recente. A questo riguardo, l'impronta giovanile del film salta agli occhi nelle palesi incongruenze create dalla trama, per cui i vari giochi temporali rispondono a regole che cambiano grossolanamente a seconda della scena, e in dipendenza del risultato che si vuole ottenere. Questa superficialità, che agli occhi di un amante dei film fantastici/fantascientifici può risultare decisamente irritante, è invece perfettamente funzionale e per nulla disturbante per il bambino che non ha alcun problema a lasciarsi trasportare con maggiore facilità dalla costruzione della storia, che occulta i propri difetti sotto immagini curate, situazioni divertenti e personaggi d'antologia.

…ma pur sempre una bella tradizione!

Finora ho sottolineato i limiti del film, dovuti soprattutto al peso della tradizione che lo precede (si tenga anche conto che il novello regista Stephen Anderson aveva collaborato alla realizzazione di 'Koda, fratello orso”, uno dei film Disney più 'buoni” degli ultimi anni).

Non bisogna però dimenticare che quella stessa tradizione ha dato al mondo del cinema assoluti capolavori. 'I Robinson” scocca infatti tutte le classiche frecce dell'arco Disney, tra cui emergono la creazione di alcuni splendidi personaggi e una realizzazione tecnica di primordine.

Il film mette in scena diverse figure, e punta molto sull'originalità della famiglia Robinson, che è in effetti davvero strana e divertente. Nei suoi vari, fantasiosi componenti riesce a esprimere bene il senso di libertà e gioia che in loro si incarna: sono persone che hanno trovato il loro (curioso) posto nel mondo. Il personaggio migliore però, come capita non di rado, è quello del 'cattivo”: l'uomo con la bombetta, pieno di rancore verso il protagonista e i Robinson, è un concentrato di sozzume e ironia. Sporco, vecchio, francamente un po' ripugnante, è anche clamorosamente idiota e ispira quasi tenerezza per l'ingenuità con cui affronta ogni sfida e si fa guidare dalla bombetta, un oggetto ipertecnologico che sembra essere l'unica in grado di aiutarlo a portare a termine i suoi piani.

Ai personaggi principali vanno aggiunti diversi comprimari, come le rane canterine o l'insegnante di ginnastica, che rappresentano lo sforzo degli autori di creare un ambiente brulicante di caratteri curiosi e macchiette divertenti. Da questo punto di vista l'obiettivo viene centrato: si ride abbastanza spesso, e si ride di gusto. E come si accennava prima è una comicità immediata, fisica e sonora, più che intellettuale, maliziosa e citazionista. Ma si ride, e questo è l'importante.

Sul versante visivo il film è certamente ispirato. Non tanto dal punto di vista della resa dell'immagine (che non aggiunge molto a risultati già ottenuti ad esempio con 'Alla ricerca di Nemo” o con 'Gli incredibili”), quanto dal puro design. Si vede il lungo studio che nei mesi si è sedimentato dietro la realizzazione delle varie ambientazioni, che riflettono perfettamente le varie situazioni emotive: il presente è perciò grigio e spigoloso, mentre il futuro buono è tondeggiante, colorato e molto vario. Il futuro cattivo è invece buio e sinistro, e richiama alla mente certe immagini dei film degli anni Trenta, o certe visioni post-apocalittice di classici della fantascienza più recente.

A parziale correzione di quanto detto poco sopra, occorre però dire che sugli schermi italiani facciamo fatica a capire il reale obiettivo visivo del film, che è stato concepito per il Disney Digital 3D, la nuova frontiera del cinema tridimensionale che la Disney sta sperimentando con buoni risultati già da un paio d'anni. Alcune scene sembrano fatte apposta per questa tecnologia (penso ad esempio al combattimento col dinosauro), ma su schermo tradizionale si perde ovviamente molto dell'effetto finale.

Postilla

Un piccola considerazione su uno dei temi apparentemente di secondo piano. E' vero che i valori in gioco sono quelli della famiglia, dell'amicizia e dell'amore ma c'è anche, tra le righe ma nemmeno così nascosta, una precisa riflessione sul tema della tecnologia. I due futuri mostrati dal film rappresentano entrambi mondi fantascientifici, dove la tecnologia ha aperto nuove strade, superato molti limiti, creato opportunità. E tuttavia sono due scenari completamente diversi, splendido e idilliaco l'uno, deprimente e mortale l'altro. Spesso il cinema ci ha mostrato alternativamente i due possibili risultati della ricerca dell'uomo, ma abbastanza raramente li abbiamo visti insieme nello stesso film. Alla base di questa scelta sta un giudizio in qualche modo sospeso e possibilista: 'I Robinson” esprime il bivio davanti al quale l'umanità è indecisa. Un bivio nato sulla strada irrefrenabile del progresso, che può essere usato in modo intelligente per migliorare la vita dell'uomo, o che può al contrario schiavizzarci, rendendoci sue protesi inanimate (piuttosto che il contrario). Un film né catastrofico né ciecamente ottimista dunque, che cerca di mostrare più di una possibilità, conscio che non si può (e non si deve) fare altro se non 'andare avanti”.

Conclusione

Al termine dell'analisi il giudizio è certamente positivo. 'I Robinson – Una famiglia spaziale” è un film godibilissimo, di ottima fattura visiva e dotato di quella leggiadra e coinvolgente allegria che è tipica della grande famiglia Disney (anche se non sembra al livello di altri capolavori recenti come 'Nemo” o 'Monsters Co.”). Il film porta ovviamente con sé anche i difetti tipici di quella stessa famiglia, cioè una certa superficialità nella trattazione di temi ormai più che tradizionali, che potrebbero risultare poco stimolanti per i palati più fini.

Ma se l'obiettivo è quello di portarci dei bambini non pensateci due volte e correte al cinema.

Copyright © Spaziofilm.it 2007.



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