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"Tratto dal romanzo omonimo di Georges Montforez, ‘I ragazzi del Marais’ è una specie di Ufo, così lontano dai gusti attuali da risultate perfino simpatico: per l'atmosfera che lo anima, per l'ambiente che indaga, per i sentimenti che evoca. Contrappuntato dal ‘West End Blues’ di Satchmo, il film parte maluccio, ma alla fine si impone con il suo tono amarognolo, tra Pagnol e Renoir, perfino drammatico sotto la scorza elegiaca. Se il clima a volte risulta sdolcinato nelle parentesi sentimentali, basta l'unghiata di Michel Serrault a ispessire la vicenda: naso schiacciato, Panama in testa e barba fluente, il grande attore si impadronisce del suo Pépé facendone un patriarca da applauso. " (Michele Anselmi, 'L'Unità' 6 maggio 2000)
"I tempi distesi e le tranquille atmosfere d'una provincia superbamente bella vengono restituite con l'incanto di certa letteratura e la nostalgia sorridente dei ricordi d'infanzia, dove tutto trascolora. 'Cinéma de papa?' Forse, ma ben recitato, diretto con garbo". (Carla Delmiglio, 'Segnocinema', settembre/ottobre 2000).
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