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"A voi maschi vi tira a prescindere…"
Film in 16 episodi sulle storture e le devianze della società moderna: Ferro 6; Razza superiore; Unico grande amore; Euro più euro meno; Il malconcio; Fanciulle in fiore; Il vecchio e il cane; Terapia d'urto; Padri e figli; Insano gesto; La testa a posto; Seconda casa; La fine del mondo; Cuore di mamma; Povero Ghigo; Accogliamoli.
"Si chiama Alì? E di cognome come fa, Babà?!"
Ennesima prova (se ce ne fosse ancora bisogno) di quanto in basso può andare certo cinema italiano. Dopo La fidanzata di papà, torna Oldoini e propone un rifacimento, o ideale continuazione temporalmente spostata ai giorni nostri, del capolavoro della commedia all'italiana: I mostri di Dino Risi.
Anche questo costruito su episodi, di varia durata, e sulla presenza di due attori provenienti dal mondo comico: allora furono gli inarrivabili Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman a presentare in maniera iperbolica e meravigliosamente estrema, i mostri di un'Italia tutta tesa verso il boom economico, che non guardava in faccia niente e nessuno. Una società deviata, parodiata evidenziando gli eccessi, ma senza fare della volgarità il punto di forza del film. Espediente di cui, invece, abusa Oldoini, incapace di tenere a bada tutti gli aspetti macchiettistici, troppo marcati, dei suoi attori di punta: Abatantuono, Bisio, Panariello e Buccirosso.
La riverenza e l'omaggio ai precedenti vengono annientati da un certo autocompiacimento nel reiterare sempre le formule tipiche di Oldoini: la volgarità senza limite (la chiusura del primo episodio Ferro 6 è emblematica), il doppio senso spinto all'estremo, il razzismo sparso senza contegno e la pochezza di stile nell'affrontare tematiche spinose. La commedia all'italiana piange e viene maggiormente affossata da questi scarsi tentativi di riproporla in forma moderna, senza capire che l'errore sta nella forma ancora prima che nell'idea.
L'ambientazione alterna, a seconda dell'episodio, Roma e Milano, le uniche due città prese in considerazione, ma le voci e i dialetti sono tanti e diversi, identificativi anche dei personaggi feticcio di ognuno degli attori che prendono parte all'operazione: Bisio palesa la sua milanesità; Panariello è il perenne toscano imbavagliato; Buccirosso sprizza napoletano da ogni parola.
L'ennesimo tentativo sbanca-botteghino, dal budget largo e dalla realizzazione scarsa e sbrigativa. Qualche idea buona prova ad emergere, ma è sovrastata dalle battute veniali e dalla pochezza registica. Gli attori propongono le solite macchiette: ormai logore le maschere di Panariello, risultano quasi insopportabili; Abatantuono è costretto per esigenze di copione (purtroppo) a riproporre sempre il Ras di turno; Angela Finocchiaro sembra la brutta copia di sé stessa; la Ferilli è, come al solito, ingiudicabile. Unica nota positiva, ma probabilmente anche grazie a dei personaggi particolarmente riusciti in fase di scrittura, è Claudio Bisio, attore sottovalutato e poco considerato, dimostra una buona presenza scenica e una capacità di svincolarsi dal personaggio televisivo apprezzabile.
Il film di Risi viene studiato e apprezzato nelle scuole di cinema. Questo concentrato di parolacce e bestemmie non lo sarà mai.DVD Caratteristiche tecniche
Formato video: 2.35:1
Formato audio: italiano Dolby Digital 5.1
Sottotitoli: inglese
Il DVD, proposto da Warner Home Video, è caratterizzato da un buon comparto tecnico generale, anche se non eccelso.
A livello video non sono rilevabili particolari problemi, ma in alcuni frangenti la compressione si fa sentire, rendendo l'immagine non totalmente limpida e definita.
L'audio è buono, con dialoghi sempre ben intelleggibili, ma il dolby è poco sfruttato e la dinamicità non è ai massimi livelli.
Contenuti speciali
Backstage
Un dietro le quinte in cui viene spiegato il processo di realizzazione del film.
Scene tagliate
Alcune scene che non sono entrate a far parte della versione finale del film.
Trailer
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