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Siete su Radio Rock, siete pronti a rockare e rolleggiare ancora una volta?
Dopo essere stato espulso da scuola, Carl, un ragazzo timido e impacciato che non sa cosa vuole fare nella vita, viene spedito da sua madre, la quale è invece un vero spirito libero, a bordo della barca di Radio Rock: una stazione radio pirata che trasmette da un barcone nel bel mezzo del mare del Nord, in Inghilterra, popolata da un eclettico equipaggio di deejay di rock and roll. La vita a bordo è piena di avvenimenti, ma nel frattempo le radio pirata rischiano di chiudere a causa dei provvedimenti adottati da un governo ostile…
A bordo del barcone del rock
Diciamoci la verità: tutti avrebbero voluto salire almeno una volta a bordo di una barca stanziata in mezzo al mare, in cui si vive ascoltando e trasmettendo rock and roll 24 ore al giorno e nel resto del tempo si mangia e si beve in compagnia, si gioca a freccette o a biliardo e si fa l'amore con ragazze sempre diverse, arrivate dalla terra ferma solo per conoscere i tanto vituperati disc-jockey di Radio Rock. Ancor di più se all'interno della singolare imbarcazione ne succedono davvero di tutti i colori e può capitare anche di incontrare l'anima gemella e sposarsi, salvo non prendersela se il giorno seguente si viene già lasciati. Quella di Radio Rock è insomma una vera e propria giostra dei divertimenti galleggiante, il cui guardiano è il regista Richard Curtis che, riflettendo sui suoi ricordi d'infanzia fatti di nottate trascorse ad ascoltare musica rock, porta sullo schermo una commedia molto personale che racconta le bizzarre avventure di un gruppo di trasgressivi deejay capaci, negli anni Sessanta, non solo di incantare i radioascoltatori inglesi mandando in onda la musica che ha caratterizzato un'intera generazione, ma anche di opporsi a un governo che deprecava il rock, ritenuto a torto solamente musica popolare e di protesta. Curtis infatti si concentra sul periodo più straordinario per il pop-rock britannico, in cui le grandi emittenti radiofoniche come la BBC trasmettevano colpevolmente solo due ore di rock and roll alla settimana; mentre le radio pirata suonavano a rotta di collo la 'musica del diavolo”, diffondendo le loro frequenze da barche sperdute al largo della Gran Bretagna. E solo così milioni di persone hanno conosciuto e apprezzato pietre miliari della musica come i Beatles, i Rolling Stones, i Kinks, Jimi Hendrix, gli Who e tanti altri, che letteralmente strabordano dalla ricca colonna sonora del film (con oltre 54 pezzi). Del resto, la passione del regista neozelandese per la musica di quel periodo era già evidente in Love Actually – L'amore davvero (il suo debutto alla regia dopo essere stato sceneggiatore di commedie di successo come Quattro matrimoni e un funerale e Il diario di Bridget Jones), dove abbiamo potuto ascoltare le raffinate melodie di Joni Mitchell e Darlene Love fino a brani scritti da Paul Anka e Lennon/McCartney.
Ma I Love Radio Rock non è soltanto un festival vintage, come potrebbe sembrare a primo impatto, perché il film si presenta in fondo come una sorta di romanzo di formazione incentrato su Carl, un diciottenne che è stato mandato a vivere per volontà della madre con il suo padrino, Quentin, su una barca illegale e senza leggi nel Mare del Nord. Da questo punto in poi il ragazzo crescerà sotto la guida dello spregiudicato equipaggio di disc-jockey, tra cui forse si annida il suo vero padre, e potrà anche trovare le risposte ai suoi dubbi esistenziali. La pellicola inoltre cattura l'essenza di altri importanti commedie del passato come M.A.S.H. di Robert Altman, di cui coglie lo spirito aggregativo e un impianto dialogico fatto di conversazioni casuali, sentite involontariamente, o come Animal House di John Landis, con le sue battute maniacali e irriverenti che ben si sposano con la solidarietà maschile e l'atmosfera comica che si respira a bordo dell'inconsueta chiatta. Per l'allegra brigata che tiene viva Radio Rock è stato scelto poi un talentuoso gruppo di attori, dal premio Oscar Philip Seymour Hoffman, nei panni del famigerato deejay soprannominato 'Il Conte”, a Bill Nighy, che aveva già lavorato con Curtis in Love Actually e che qui impersona il capitano della nave, Quentin, proprietario della stazione radiofonica, fino al mitico Kenneth Branagh, non facilmente riconoscibile poiché si trova a interpretare il ministro Dormandy, un uomo cinico che vuole chiudere Radio Rock e ha come unico obiettivo nella vita quello di distruggere le radio pirata, impedendogli così di inquinare l'etere. A completare il cast principale abbiamo Rhys Ifans nel ruolo del carismatico 'Re” di tutti i disc-jockey, e un promettente gruppo di attori esordienti tra cui spiccano Tom Sturridge e Chris O'Dowd. E per chi ancora non fosse soddisfatto e volesse mirabolanti effetti speciali, niente paura perché nel film c'è anche spazio per il finale in stile Titanic, con tanto di tempesta in alto mare ed epico salvataggio, in cui vengono mobilitate centinaia di barche per salvare gli 'eroi” delle onde radio, nella convinzione che alcune cose possono anche finire, ma il rock and roll non morirà mai.
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"L'epopea umana e musicale di Radio Rock e della sua fauna di deejay votati alla causa, a Jimi Hendrix e all'egocentrismo variopinto, e raccontata con abile umorismo e toccante atmosfera da Richard Curtis che scrisse 'Quattro matrimoni...', 'Notting Hill' e i film di Bridget Jones. Un timido 17enne con look da beatle sale a bordo, diviene mascotte e testimone di epiche disfide tra onde e vinile, nonche di un crazy matrimonio impossibile e della prima parolaccia on line ('Sara il c... che ci fottera'). Trova un padre nel club di solo uomini (con cuoca lesbica), poi naufraga con sottofondo di 'A Whiter Shade of Pale' nel gran finale in stile Attimo Fuggente sul Titanic, sulle rive di Mompracem." (Alessio Guzzano, 'City', 12 giugno 2009) "Sembra una farsa, invece e cronaca. 'I love radio rock', diretto da Richard Curtis sceneggiatore di 'Quattro matrimoni e un funerale', 'Notting Hill', racconta la storia con esattezza e insieme romanzandola: il protagonista che sale sulla nave come avrebbero voluto fare milioni di ragazzini impara rock, vita e amicizia: il gruppo di dj capitanato dall'incantevole The Count, Philip Seymour Hoffman, gli insegna creativita, indipendenza e disobbedienza, oltre a simboleggiare quanto fossero differenti e migliori, nei Sessanta, le persone. La grazia e il divertimento del film sono brillanti, fuori del comune." (Lietta Tornabuoni, 'L'Espresso', 18 giugno 2009) "La descrizione d'ambiente e perfetta, un insieme di feste, sesso e droga praticati con la maggiore liberta. E' una delle rare volte in cui gli Anni Sessanta non vengono ricordati con superficialita e melensaggine, ma evocati attraverso pulsioni profonde d'insofferenza e rivolta". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 12 giugno 2009) "'I Love radio rock' si presenta come una sorta di musical pop-rock condotto da un gruppo di attori strepitosi e meravigliosamente assortiti, capaci di calarsi nei panni di personaggi mitici e reali che hanno fatto sognare una generazione intera di inglesi. Oltre a Branagh (e a un cameo strepitoso di Emma Thompson) c'e Philip Seymour Hoffman nei pani de Il Conte, il barbuto grosso leader americano della radiofonia libera, secondo solo a Rhys Ifans, in arte dj Gavin, una star assoluta, ipersessuato, capace di una conduzione radiofonica provocatoria, iconoclasta e oggi semplicemente impensabile. E poi, a capo di tutta la baracca, c'e Bill Nighy, il manager, elegante, raffinato, illuminato, completamente fuori di testa. Insomma c'e di che divertirsi in questa ricostruzione raffinata e musicalmente ineccepibile." (Alberto Crespi, 'L'Unita', 18 giugno 2009) "La magnifica stagione libertaria delle radio pirata, con studi di registrazione e stazioni trasmittenti al largo del mare del Nord, rivive nell'ultimo film di Richard Curtis, l'autore di 'Quattro matrimoni e un funerale', e di 'Love Actually', intitolato in originale 'The Boat that rocked', una commedia energica e leggera come un integratore di vitamine." (Flaviano De Luca, 'Il Manifesto', 12 giugno 2009) "Che bella sorpresa 'I Love Radio Rock', originalissima, spiritosa e perfino commovente commedia, che racconta la storia vera di Radio Caroline, un'emittente privata che sfidò leggi incredibilmente repressive. Mare dei Nord, 1966. Ha un successo clamoroso in tutta la Gran Bretagna la radio pirata che su una nave molto al largo trasmette rock. Ma il ministro astioso le dichiara guerra. Avra pane per i suoi denti. Accompagnata dalla magnifica colonna sonora, destinata a far sussultare il pubblico coi capelli grigi, una superba squadra d'attori, da cui alla fine spiace separarsi." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 12 giugno 2009) "Il regista Richard Curtis non ha scordato come si mette assieme una buona sceneggiatura, rispetto a quando scriveva successi dal titolo 'Quattro matrimoni e un funerale' o 'Notthing Hill': anche se questa volta esagera un po' nel moltiplicare i finali di un film lungo 2 ore e 10'; senza, tuttavia, generare un attimo di noia." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 12 giugno 2009) "Sesso, droga e rock'n roll, e un poco di Titanic, in questa commedia intelligente, divertante, ben scritta e diretta da Richard Curtis che vi consigliamo di andare a cercare anche nelle brume dei multiplex dell'hinterland. Perche 'The boat that rocked' e un film pieno di humour e musica, che si meritava un'uscita diversa: ma si sa che le major non sono cinofile." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 12 giugno 2009)
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