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L'eterna lotta fra il bene e il male
Da millenni, all'insaputa degli umani, gli Altri si combattono su due fronti opposti e inconciliabili: quello della Luce e quello delle Tenebre. Il tenebroso Anton Gorodetsky, membro della guardia notturna insieme alla bionda Svetlana, pattugliano la citta' cercando di mantenere intatto l'equilibrio tra le forze della luce e quelle dell'oscurita'; una battaglia che, spesso, si svolge in una pericolosa dimensione parallela. Ma un'antica profezia che riguarda il figlio di Anton, Egor, minaccia la millenaria pace fra bene e male, e così la sopravvivenza dell'intero pianeta...
I guardiani della notte
La tregua faticosamente raggiunta non sarà turbata fino all'avverarsi della Profezia secondo la quale la Vergine di Bisanzio vivrà di nuovo, sarà ancora maledetta e il suo arrivo preannuncerà la venuta del Sommo Altro, insieme alla battaglia che infrangerà l'equilibrio per sempre. Nel primo film della serie, la Vergine di Bisanzio è rinata nella Mosca del XXI secolo, stretta fra le contraddizioni di un paese che deve fare i conti con il suo passato, con la miseria dei quartieri dormitorio e il benessere dei nuovi ricchi: al centro della vicenda gli uomini e le donne della Guardia della Notte, agli ordini del Mago Geser, e i loro avversari - la Guardia del Giorno - guidati dallo stregone Zavulon; tutti pronti a fronteggiare il rischio.
I guardiani del giorno
Gli "Altri della luce" e gli "Altri delle tenebre" sono già stati protagonisti, nel 2004, del film candidato all'Oscar I guardiani della notte, diretto dal cazaco Timur Bekmambetov e tratto da Nightwatch, primo tassello della nota trilogia letteraria di Sergei Lukyanenko: ne I guardiani del giorno, secondo capitolo della saga, la profezia dell'eletto diventa realta' e lo scontro fra le due forze sempre piu' sanguinoso. Probabile via di salvezza per il mondo intero è un magico Gesso del Fato, trovato per la prima volta da un guerriero Tamerlano e custodito al centro di una grande fortezza. Si tratta, infatti, dell'unico strumento in grado di impedire che, nel giorno del suo compleanno, Yegor acquisti la forza necessaria a distruggere l'umanità.
Per impedirlo, Anton decide di rubare il gesso e tornare indietro al 1992, anno in cui venne concepito Egor (lo stesso in cui l'uomo entrò a far parte dei Guardiani della Notte), anche se questo significherebbe perdere l'amore di Svetlana.
Una scelta difficile
Particolari ma a tratti inadeguati effetti digitali, scelte musicali hard rock che infrangono l'atmosfera della pellicola, una sceneggiatura che non sorregge adeguatamente lo stile visivo e sequenze tinte di assurdo: I guardiani del giorno possiede un sottotesto ambiguo che scaturisce da uno scambio di corpi, necessario però solo a riempire, camuffandolo, un secondo atto spinto inerosabilmente verso la fine della storia, seppur con meno interesse di quanto ci si potrebbe aspettare dall'idea di base.
Necessaria, per un completo apprezzamento del film, la visione del primo episodio.
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"La Mosca notturna è da video clip, una specie di playstation osservata senza sfumature dal regista kazako Timur Bekmambetov, dozzinale ma abile, la cui fiducia nel genere umano si è evidentemente esaurita. Resta qualche sprazzo d'ironia per una saga che in patria ha battuto tutti i record mescolando orrori socio-paranormali, trucchi fantasy fino al catastrofico, morale e materiale. Cornplicatissimo: per capire cosa fanno e cosa dicono bisogna non aver rimosso il primo episodio della trilogia, edito Mondadori." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 9 novembre 2007) "In Italia questi 'Guardiani' non attecchiscono, troppo raffinati e allo stesso tempo naive, forse. Ma la lezione di Bekmembatov vale comunque: dovremmo organizzare un piccolo charter di bravi cineasti giovani che si stanno spegnendo nel pantano di un Italia cinematografia snob e sempre più asfittica. Diretto a casa Corman." (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 9 novembre 2007) "Più di due ore di trovate sorprendenti, non sempre piacevoli, sottolineate da punti di vista stravaganti, angolazioni inedite, momenti surreali e invenzioni da commedia come quella di una anziana donna asiatica con il figlio. Sono in attesa dell'ascensore vedono entrare una lui e una lei che li chiudono fuori, si sentono strani rumori e mugolii, poi i due riescono. L'anziana è attonita e opta per le scale, mentre noi sappiamo che non si è trattato di amplesso veloce, bensì di scambio, letterale, di corpi. Per creare confusione nelle fila nemiche. Tutto si tiene, compreso un intermezzo da bagno schiuma tra i due innamorati che improvvisamente si ritrovano in uno scenario incontaminato e non tra la plastica della doccia. Una ubriacante follia non priva di un suo fascino e gestita davvero con virtuosismo, magari fine a se stesso, ma innegabile. Al punto che già si annuncia il terzo episodio della saga." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 9 novembre 2007)
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