Andrea è un giovane illusionista che nella Roma del 1938 vive di espedienti al limite della legalità finché è costretto a rifugiarsi in Albania. A Tirana, nell'Hotel Dajti, che prende il nome da una montagna locale, incontra Sara che sposa e con la quale si esibisce con successo. Rintracciato dalla polizia fugge e mentre sta per imbarcarsi alla volta dell'Italia con il figlioletto e la moglie, quest'ultima viene colpita e sparisce nell'acqua. Andrea si trova nel 1944 in un paesino della costa pugliese, dove poco dopo gli muore anche il figlio, per un male incurabile; smette quindi di fare l'illusionista e si trasforma in mago di paese che predice il futuro ed entra in contatto con i morti. Dopo quarant'anni incontra Pinuccio, manovale della criminalità organizzata, che gli mostra la prova che Sara è ancora viva. I due si mettono in viaggio alla ricerca della donna che ritrovano in Albania in punto di morte, ma ancora in tempo per ricongiungere una famiglia distrutta e cancellare il senso di colpa di Andrea.
Note
PREMIO DEL PUBBLICO AL FESTIVAL DEL CINEMA DI FRONTIERA DI MARZAMEMI - SIRACUSA 2001.
PREMIO PER IL MIGLIOR SOGGETTO ORIGINALE AL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI SALERNO 2002.
PRESENTATO IN CONCORSO AL FESTIVAL DEL CINEMA ITALIANO DI ANNECY 2001, AL
FESTIVAL INTERNATIONAL DU FILM D'AMOUR DI MONS - BRUXELLES E ALL'ITALIAN FILM FESTIVAL DI TORONTO 2002.