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Hot Fuzz Recensione

"Hot Fuzz" recensioni

Film
Hot Fuzz
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-06-23 14:00:19
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Un trasferimento poco gradito

Più efficiente di qualunque altro poliziotto di Londra, Nicholas Angel detiene un record di arresti inarrivabile, di quattrocento volte superiore a quello dei colleghi. Ma un eccesso di zelo può risultare irritante: così, i suoi superiori decidono di levarselo di torno trasferendolo a Sandford, grazioso paesello dall'apparenza innocente e tranquilla. Per Nicholas è difficile inserirsi, anche se dopo le iniziali e reciproche incomprensioni riesce a fare amicizia con il suo nuovo collega, Danny Butterman, grande appassionato di film d'azione che vorrebbe vivere nella realtà quanto si vede sullo schermo. Nonostante la calma e l'ospitalità degli abitanti, però, Sandford comincia ad essere colpita da incidenti piuttosto ambigui, e Nicholas è convinto non si tratti di pure casualità…

Parodia di stampo britannico

Gli artefici di Shaun of the Dead (L'alba dei Morti Dementi) tornano con una nuova parodia, rivolta in questo caso agli action movies hollywoodiani. L'idea in sé non è certo nuova – gli stessi americani, ad esempio con i fratelli Zucker e Jim Abrahms, hanno spesso parodiato i propri film d'azione – ma nel caso di Hot Fuzz la variante è costituita dalla nazionalità degli autori: Edgar Right, regista/sceneggiatore, e Simon Pegg, attore/sceneggiatore, sono britannici, e come già per il film precedente il loro interesse risiede nel trasportare le vicende e le meccaniche di un film americano all'interno di un contesto tipicamente inglese. Il contrasto fra la tranquillità dell'ambientazione e la violenza della storia è effettivamente curiosa e può divertire, così come alcune trovate comiche che strappano il sorriso (l'incontro iniziale con la fidanzata di Nicholas, la caccia al cigno fuggito); purtroppo, però, il film non riesce a stravolgere fino in fondo i codici del genere, e il citazionismo diffuso è forse più una vaga strizzatina d'occhio agli appassionati, piuttosto che vera parodia. La cifra dominante di Hot Fuzz pare infatti essere la semplice ripetizione, e non il dileggio, di alcuni stereotipi di regia tipici degli action movies, tanto che nel finale il film si prende quasi sul serio e frastorna lo spettatore con una lunga sequenza di sparatorie e distruzione incontrollata.

Ponendosi a metà fra quelle che si potrebbero definire parodie 'pure” (come Hot Shots! e Una Pallottola Spuntata) e le pellicole che con ironia portano volutamente all'eccesso i cliché del cinema d'azione (ad esempio Die Hard e True Lies), Hot Fuzz lascia molti dubbi come film comico, e nella sua eccessiva lunghezza deborda fino alla pedanteria.

Copyright © Spaziofilm.it 2007.

Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-08-24 08:00:00
Provider
Cinematografo
Recensione
I polizieschi con Dirty Harry, Bullit e Il braccio violento della legge, fino ad Arma letale e Die Hard: sono questi i "modelli" di Edgar Wright, regista che ritorna a far coppia con l’attore Simon Pegg dopo la commedia zombie-romantica Shaun of the Dead (L'alba dei morti dementi, inedita in Italia). Coppia da tavolo, quello di scrittura: sceneggiatura a quattro mani per deformare il poliziesco americano attraverso le lenti dello humour inglese. Con citazioni esplicite, da Point Break a Bad Boys 2, Wright e Pegg scimmiottano i cops di Oltreoceano (anche alludendo alle derive omo-erotiche del genere), riuscendo ad aggirare un ostacolo all’apparenza insormontabile per un action: i poliziotti britannici non portano armi. Ma sullo schermo Nicholas Angel (Pegg), agente di Londra esiliato in campagna perché troppo perfetto, sulle armi non lesina, tutt’altro. Coadiuvato dal compagno Danny Butterman (il bravo Nick Frost), metterà a ferro e fuoco il solo apparentemente tranquillo borgo rurale di Sandford, governato da una congrega di insospettabili assassini. Che tali sono per esigenze di immagine: solo annichilendo anche la più innocente devianza o turba della quiete pubblica, Sandford potrà riconfermarsi il miglior villaggio del Regno Unito... Con registri oscillanti tra grottesco e parodistico, Hot Fuzz offre da un lato riflessioni sociologiche non banali su paura del diverso e conseguente violenta chiusura all’esterno; dall’altro, regala ottime sequenze splatter ad alto potenziale acchiappa-ragazzini (e non solo...). Plauso a margine per lo score di David Arnold, che "adrenalizza" il film con l’aiuto di Supergrass, Eels e The Kinks.Per la recensione completa leggi il numero di settembre della Rivista del Cinematografo

Copyright © Cinematografo 2007.


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