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"Thriller con tocchi noir, 'High Crimes' mortifica il talento del regista Carl Franklin ('Qualcuno sta per morire', 'Il diavolo in blu'). Colpa del cast fiacco (Judd e Freeman ancora insieme dopo 'Il collezionista') e di una sceneggiatura imbarazzante. I militari Usa sono brutti e violenti. Fosse uscito ora in Usa, sarebbe scattata la censura". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 9 maggio 2003)
"Fino a metà si ha l'illusione di vedere un film serio, poi 'High Crimes - crimini di Stato' scivola via per la tangente e si rivela una stupidaggine. (...) Fra le quattro mura di una corte marziale affiorano imbrogli e turpitudini dei marines e dall'ombra sbuca ogni tanto qualcuno che aggredisce e minaccia. Fin qui il film trasmette indignazione per la sorte dei nostri eroi, poi l'autore Franklin rovescia la frittata, buonanotte". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 10 maggio 2003)
"(...) un film che sembra seriamente impegnato a configurare un'aspra denuncia di certe vergogne che l'esercito si affanna a nascondere. Finché un inatteso colpo di scena cambia radicalmente le prospettive e quello che sembrava un forte pamphlet di denuncia diventa un thrilling banalissimo".
(Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 11 maggio 2003)
"Un legal thriller che sa di muffa, vagamente debitore a 'Codice d'onore' e timidamente in scia alle denunce di Costa-Gavras ('Music Box')". (Alessio Guzzano, 'City', 22 maggio 2003)
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