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"Esistono gli angeli?, Sì secondo il film norvegese 'Hawaii, Oslo' del regista Erik Poppe, secondo una trilogia dedicata alla città capitale del suo paese. L'ipotesi è più che suggestiva, anche se l'abuso di strutture corali come questa ha un po' stancato, ma è lo svolgimento che lascia a desiderare: molto confuso. (...) Conosciamo la fortuna del cliché 'sliding doors', il meccanismo del 'quello che sarebbe potuto accadere se'. Sempre suggestivo, vero, ma bisogna pur saperlo gestire." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 16 giugno 2006) "Il norvegese Erik Poppe è al II atto della trilogia su Oslo e le sue infelicità. Racconta l'incrocio di molti destini nell'unico giorno caldo dell'anno. Secondo un manieristico luogo comune del cinema di oggi, le diverse storie raccontate si uniscono poi in un unico puzzle: ecco dunque la fauna di varia e tutta disperata umanità. (...) Esasperato ma non coinvolgente, alla ricerca del peggio ma con fondato sospetto di gratuità, il film è un racconto solo corretto e induce alla tentazione di chiedersi perché." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 17 giugno 2006)
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