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"Ridley Scott usa molto bene tutto l'arsenale del suo cinema: flashback, vecchie conversazioni incise sul videoregistratore tra Clarice ed Hannibal, scene abilmente messe in scena e montate, contrasti di luce, colori brillanti che creano un clima completamente differente rispetto al tono opprimente e melanconico del 'Silenzio degli Innocenti', che allora era stato diretto da Jonathan Demme". (Carlo Bizio, 'Il giornale', 21 gennaio 2001)
"Sono molte le differenze fra 'Il silenzio degli innocenti' e questo 'Hannibal'. Ma a essere decisivo è il cambio di prospettiva. Protagonista (e punto di vista) del gran film di Demme era infatti l'ispettrice Clarice Starling, la sua vita, le sue indagini, la sua mente - ovvero il rapporto perverso che stabilisce con quella distorta e geniale del dottor Lecter. Poco di tutto questo resta in 'Hannibal'. (...) Fra tanti fili narrativi, la tensione si stempera in gelida ironia e la regia elegante dimentica l'ingrediente base: la paura". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 9 febbraio 2001)
"Il film, eccellente prodotto di confezione sceneggiato anche da David Mamet, è fatalmente privo di sorprese e logoro come tutti i seguiti: senza ironia, senza anima, senza ispirazione. Fatto benissimo. Una iniziale sequenza d'azione è straordinaria. Firenze è rappresentata genialmente: di giorno sovraffollata, polverosa, caotica come un suk turistico; di notte deserta, illuminata male, lustra di umidità. Anthony Hopkins è manierato: stucchevole voce soft, modi soavi. Panama a larghe tese, completi bianchi o blu scuro nel vano tentativo di renderlo chic, passione per il pianoforte e per le arie d'opera. Gli altri interpreti sono a posto, compresi gli italiani in piccolissime parti". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 9 febbraio 2001)
" 'Hannibal' non fa paura e tanto meno inquieta; non dà sobbalzi né dubbi; non si prende nemmeno il rischio del 'gore'. Finisce per essere un 'film d'attore', dominato da un Anthony Hopkins consumato e sornione, che ha trasformato un mostro in un eroe dei nostri tempi". (Emanuela Martini, 'Film Tv', 25 febbraio 2001)
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