Database dei film

Hancock Recensione

Guarda lo speciale di Hancock

"" recensioni

Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-09-11 14:05:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Salva e distruggi. Pare che Hollywood sentisse la mancanza di un supereroe disfunzionale. Da educare, naturalmente. Lo ha detto perfino Michael Mann, principe dell’action movie, tra i produttori di Hancock. Lacuna colmata e casse riempite, il blockbuster diretto da Peter Berg (The Kingdom) deriva in realtà la sua unica forza d’attrazione nel carisma di Will Smith. Ovvero la star formato bancomat che trasforma in successo (leggi incasso) tutto quello che tocca.
Nei panni del supereroe alcolizzato, senza tetto, nevrotico e ai limiti del fuori legge, Smith ha consacrato il diritto del "diverso" a diventare "normale" e cioè un protagonista a pieno titolo di un prodotto da major. John Hancock - nome di sacra memoria istituzionale in Usa, essendo uno dei firmatari della Dichiarazione d’Indipendenza - è un concentrato di quanto rientri nel politicamente scorretto e sconveniente all’integrazione sociale. Pertanto, benché artefice di atti di eroismo soprannaturale, la popolazione lo detesta. La sua riabilitazione presso l’opinione pubblica diventa missione di un consulente di public relations (Jason Bateman). Il supereroe si adegua, paga lo scotto, e così facendo si riappropria di un passato problematico in cui - guarda caso - è coinvolta la moglie del suo educatore (Charlize Theron).
Ispirato a un soggetto più ardito (Tonight, He Comes di Vincent Ngo), il progetto è stato successivamente distanziato dalla fonte originaria per renderlo più commestibile alla massa. Procedimento quasi obbligatorio a Hollywood, che però ha creato non pochi problemi nel risultato finale. Hancock, infatti, aspira a troppe identità per un solo film. Che neppure un attore come Will Smith è riuscito a soddisfare completamente. Se la partenza ironica e avvincente prelude a un action-comedy, la drammaticità dei fatti che seguono e il registro serioso con cui sono raccontati appesantiscono il tutto, compromettendone l’equilibrio narrativo. E chissà se il film, nelle mani di Gabriele Muccino - che era tra i candidati a dirigerlo - avrebbe sortito un esito migliore.

Copyright © Cinematografo 2008.

Scheda Film
Hancock
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-09-12 08:01:45
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Anche ai supereroi serve un buon pr

Hancock è un supereroe dotato di poteri straordinari: forza sovrumana, volo, invulnerabilità… ma la sua condizione di outsider, di 'diverso”, lo rende anche più facilmente soggetto ad alcuni vizi molto umani, quali l'ubriachezza molesta e la volgarità nell'esprimersi. Hancock insomma è odiato pressoché da tutti, anche perché ogni suo intervento, seppur efficace, si rivela un completo disastro per i danni che provoca alla città di Los Angeles e ai suoi abitanti. Ma un giorno salva la vita a Ray Embrey, esperto di pubbliche relazioni, e questi, per sdebitarsi, decide di aiutarlo a migliorare la sua immagine agli occhi della gente e delle istituzioni…

Da un grande potere…

Dev'essere proprio l'era dei superhero movies se questi superuomini possono ora sorgere direttamente a Hollywood, nella mente degli sceneggiatori e non in quella degli autori di fumetti. E' il caso di Hancock, soggetto originale che però, nonostante sia privo di radici fumettistiche, saccheggia a piene mani settant'anni di comics a stelle e strisce per disegnare un personaggio con i superpoteri di Superman e i superproblemi degli eroi Marvel. Certo, tutto resta in superficie, e la solitudine di Hancock ('unico della sua specie”) è lontana anni luce da quella del Superman di Alan Moore o dell'adolescente Uomo Ragno; eppure, è chiaro il tentativo di umanizzare il semidio: Hancock beve, è rozzo, volgare, incapace di controllare la sua forza, e causa più danni di quanti riesca a prevenirne. Un supereroe depresso e solo, insomma, troppo maldestro per suscitare l'amore dei concittadini, e reso credibile dalla maschera tormentata del sempre più eclettico Will Smith.

Ma a questo giocattolone estivo (che fra i produttori annovera anche Jonathan Mostow e soprattutto Michael Mann) non giova troppo la doppia personalità di una sceneggiatura che suddivide il film in due parti ben distinte: l'anima comico/farsesca – a tratti efficace – nella prima metà e quella drammatica nella seconda, con una trama un po' sgangherata che fatica a reggere l'ora e mezza complessiva, per quanto il ritmo sia discreto. Ne risulta allora un prodotto ibrido, diviso fra la commedia e l'avventura, a rischio però di non soddisfare né gli appassionati dell'uno né quelli dell'altro genere, anche perché le scene d'azione e gli effetti visivi (di John Dykstra, Oscar per Stuart Little e Spider Man 2) sono di routine, mentre la regia nevrotica e finto-documentaristica di Peter Berg – già con Michael Mann per The Kingdom – è sin troppo caotica.

Una curiosità: soddisfatto dell'esperienza de La ricerca della felicità, Will Smith propose Hancock a Muccino, il quale rifiutò poiché non lo considerava 'nelle sue corde”.

Copyright © Spaziofilm.it 2008.



BLOG GOSSIP & CELEBRITY

Scopri tutti i gossip e i pettegolezzi sulle Star di Hollywood più amate...

Leggi il Blog

TRAILER

Trailer, clip, video e interviste dei film in uscita prossimamente...

Guarda i trailer più recenti

FILM IN USCITA QUESTA SETTIMANA

News e gossip sul tuo cellulare

Vuoi le news di Yahoo! Entertainment sul tuo cellulare? Clicca qui

Database dei film