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Copyright © Cinematografo 2007.
"Con 'The Guardian', diretto dal regista de 'Il Fuggitivo' Andrew Davs, Hollywod rende omaggio ai 'Rescue Swimmers', eroico corpo speciale della guardia costiera, utilizzando senza troppa originalità un abusato schema narrativo.(...) Pur prevedibile, il film girato in luoghi suggestivi e con la consulenza di veri guardacoste, introduce nella realtà ai più sconosciuta di un'elite di coraggiosi capaci di gettarsi in acque polari con onde alte svariati metri, al motto 'Affinché gli altri possano vivere'. E se il bel Kutcher non convince troppo, Costner conferisce alla sua maturità una grazia crepuscolare." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 19 gennaio 2007) "'The Guardian' di Andrew Davis (suo l'ottimo 'Il fuggitivo') racconta la storia dell'incontro a un corso per soccorritori marini tra il veterano Ben (Kevin Costner) e l'allievo di talento Jake (Ashton Kutcher). Più Jake eccelle nelle prove del corso, più Ben lo prende di mira. Ma quando il vecchio e il giovane si confesseranno i reciproci traumi nascerà una grande amicizia con i due che, mano nella mano, andranno in mare a soccorrere le persone. Tra 'Ufficiale gentiluomo' e la prima parte di 'Full Metal Jacket', 'The Guardian' punta sullo scontato fino a quel finale affascinante dai toni metafisici da cui sarebbe stato molto meglio partire. Costner gioca su una recitazione menefreghista che ogni tanto convince, mentre Kutcher si impegna come un matto per dimostrare che non è solo il fidanzato di Demi Moore. Invano. Come sempre." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 19 gennaio 2007). "La sindrome dell'11 settembre non abbandona il cinema americano che sforna eroi nelle diverse specialità del soccorso civile con una pervicacia tollerabile solo per questioni umane al momento del tragico contraccolpo. Ma quello che era un ragionevole stato emotivo è entrato diritto filato nel cinema generalista. E Kevin Costner, uno degli ultimi romantici dell'epoca post-reaganiana, costruisce un piedistallo alla 'Coast Guard Rescue Swimmers', un corpo speciale adibito al salvataggio di naufraghi nei mari più tempestosi. (...) Film non spregevole, nobilmente professionale, però visto già cento volte, da 'Ufficiale e Gentiluomo' a 'S.W.A.T.' a 'Squadra 49', tutti epigoni del cinema bellico tra i quali spicca 'Le rane del mare' del 1951, capostipite di una serie interminabile sull'istruzione di corpi speciali. Uno spettacolo a volte deprimente, salvato da sequenze marine realizzate in un'enorme piscina. Tuttavia salvare questa pellicola non è impresa da poco." (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 19 gennaio 2007)
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