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"Discreta commedia social-sentimentale del figlio d'arte Luca Manfredi, che ha riunito moglie e suocero, per raccontare in bello stile e con accarezzati chiaroscuri psicologici le nevrosi dei fragili quarantenni d'oggidì. Nell'eccellente squadra di attori, davvero inusuale per il cinema italiano, meritano il podio Nino Manfredi, Giulia Lazzarini e Massimo Ghini". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 30 luglio 2001)
"Purtroppo il film, diretto da Luca Manfredi, figlio di Nino, è fragilino: labile come scrittura, poco stimolante nella ripresa Il quartetto di centro risulta tuttavia vincente sul piano della simpatia per ciò che riguarda la coppia giovane e addirittura memorabile nel ritratto dei due anziani. Accanto a un Nino Manfredi grande soprattutto quando sbevacchia di nascosto, Giulia Lazzarini appare addirittura miracolosa quando all'improvviso si scopre vecchia davanti allo specchio: come ha fatto finora il cinema a non accorgersi di lei?". (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 18 aprile 1998)
"L'esordio alla regia di Luca Manfredi è amorevolmente sostenuto al padre Nino nel molo d'un anziano carabiniere motociclista in pensione scorbutico e solitario che ha una moglie diabetica un po' svanita. (...) Finale buonista e consolatorio per un film girato con grazioso disponibilità forse un po' troppo televisivo ed eccessivamente 'telefonato' sull'interpretazione degli attori che fanno un buon lavoro sui personaggi: e se Manfredi senior è misuratissimo in un molo che avrebbe potuto farlo sbandare, la vera rivelazione è Giulia Lazzarini, raffinata attrice di teatro che esordisce alla grande nel cinema, regalandoci un ritratto tenero, malinconico e commovente". (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 23 aprile 1998)
"Malgrado i risvolti drammatici, 'Grazie di tutto' ha l'aspetto di una sit-com televisiva e pare il 'pilota' di una serie a puntate sui rapporti tra le generazioni, realizzata con un cast più accurato del solito. Sceneggiatore e regista di buona esperienza tv, Luca Manfredi gioca in casa: nel cast ci sono papà Nino e Nancy, sua futura moglie, il film è prodotto in collaborazione con a Rai e con Telepiù. È sempre un'iniziativa onorevole occuparsi della terza Età, in questa Italia a crescita zero dove gli anziani diventano sempre più numerosi e - agli occhi di molti - sempre più ingombranti. Però bisogna ammettere che in 'Grazie di tutto', malgrado Manfredi senior e una straordinaria Lazzarini, la comprensione per le pantere grigie non vanno oltre l'amabile macchietta del nonnino bizzoso e della Donnina nel Paese delle Meraviglie. (...) Resta l'impressione che un'oncia di cattiveria avrebbe irrobustito il film". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 19 aprile 1998)
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