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A nome del presidente degli Stati Uniti
Per Stanley Phillips è giunta la notizia tanto temuta: un ufficiale e un cappellano dell'esercito hanno suonato alla sua porta, e gli hanno comunicato che la moglie Grace è morta in Iraq nell'adempimento del suo dovere di soldato. Sconvolto, incapace di esprimere e sfogare apertamente il dolore, Stanley non è in grado di dire alle due figlie quanto è accaduto, non ne ha il cuore; e allora decide di partire insieme a loro per un viaggio di puro svago, diretto al parco divertimenti di Enchanted Gardens, forse per concedere alle bambine un momento di spensieratezza, forse per rimandare il più possibile quel discorso che le sconvolgerà…
Il dolore come mal sottile
Un padre non riesce a dire alle figlie che la loro madre se n'è andata per sempre, e nell'era della guerra al terrore e del terrore della guerra ci rendiamo conto che, ormai, il dolore esige di essere raccontato nell'unico modo possibile: lasciandolo fuori campo. Sfumano le parole di circostanza, si dissolve ogni discorso stereotipato; il dolore è un mal sottile che lavora dietro le quinte. E allora, immerso com'è nella straziante attesa dell'inesorabile, nel conflitto fra 'giusto” e 'sbagliato”, fra libertà e dovere, Grace is Gone diventa un dramma del mondo di oggi, e insieme il dramma 'piccolo” di una famiglia fra tante, di una morte fra tante, pronta a far parte di un numero statistico in crescita: forse, simili tragedie possono trovare giustizia soltanto nel cinema.
Perché lo sguardo dell'esordiente James C. Strouse – e con lui quello di tutta la produzione indipendente americana – non ricerca facili effetti, né strumentalizza l'accaduto a fini ideologici. Certo, pretende la nostra partecipazione emotiva (lo dimostrano le scelte musicali), ma lo fa con una delicatezza, una sincerità che nemmeno si avvicinano alla violenza passionale del melodramma. Le emozioni non urlano, sussurrano: così il confronto fra mentalità opposte – per di più posticcio e non privo di luoghi comuni, quasi un tributo obbligatorio da pagare al tema trattato – perde importanza in favore dei personaggi e soprattutto in favore del viaggio, che attraversa la piatta provincia statunitense con tutti i suoi cliché, come in un road movie; e corrisponde, per il protagonista, a un sofferto ma indispensabile processo di elaborazione del lutto.
Ancora una volta siamo di fronte alla ricerca del 'vero”, del 'naturale”, in un cinema nel quale l'America possa realmente specchiarsi e rivivere i suoi drammi, fino alla purificante catarsi collettiva. Un'indagine sui sentimenti umani che sta tutta in poche battute di dialogo fra la giovane, malinconica Shélan O'Keefe e un devastato John Cusak:
- Lo sai come diventano i bambini quando la mamma se ne và…
- No, non lo so: come diventano?
- Molto seri.DVD Caratteristiche tecniche
Formato video: 1.78:1
Formato audio: inglese e italiano Dolby Digital 5.1
Sottotitoli: italiano per non udenti
Il dvd, distribuito da 01 Distribution, offre una resa audio-video più che apprezzabile.
Le immagini sono nitide, soprattutto nei primi piani, e il rumore dovuto alla compressione quasi del tutto assente; l'audio si attesta su standard ottimi, anche se per la natura della storia narrata i canali laterali e il sub sono chiamati in causa raramente.
Contenuti speciali
L'edizione non propone alcun contenuto extra.
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