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Gli Abbracci Spezzati Recensione

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Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-05-19 14:14:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Quando ha girato L'Anticristo Lars von Trier era appena uscito da una grande depressione. Prima di realizzare Los abrazos rotos Pedro Almodovar ha sofferto a lungo di emicranie. Le crisi erano talmente forti che a malapena riusciva a mettere i piedi fuori di casa. In quei mesi ha incominciato a pensare a una storia. Una volta guarito è rimasto in parte fotosensibile. La paura della luce (tema che ricorre anche in Tetro di Coppola) gli è rimasta dentro. La trama che gli ronzava in testa è diventata quella di un autore che ha perduto la vista dopo un grave trauma, incipit di Los abrazos rotos, in concorso a Cannes e applaudito alla proiezione della stampa. Uno dei più malinconici da lui realizzati, il meno "convenzionale" della sua carriera e il più rigoroso allo stesso tempo. L'amore tra la sua musa Penelope Cruz e un regista che sta per girare un film: "Chicas y Maletas". Passione tumultuosa e destinata alla tragedia, fato od omicidio colposo? Per continuare a vivere Mateo Blanco (Lluìs Homar) che ha perso la donna che amava e anche la vista, si trasforma in Harry Caine. Ma il plot è solo un pretesto per Almodovar che, in un crescendo di depistaggi e colpi di scena, trasforma la Cruz in una bellezza torrida e fatale, e dissemina di citazioni il suo diciassettesimo film. Un omaggio appassionato al mondo del cinema: da Tonino Guerra, che Pedro stima molto, a Jeanne Moreau ("la amo tantissimo") a Viaggio in Italia di Roberto Rossellini. La scena della scala da cui precipita Penelope Cruz contiene tutto l'immaginario cinematografico. "Nella mia testa - racconta - ho rivisto Via col vento, Psycho, Peccato mortale, Il Padrino Parte terza". In Spagna le recensioni non sono state favorevoli, speriamo che Cannes non sia il canto del cigno.

Copyright © Cinematografo 2009.

Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-11-13 10:10:00
Provider
Cinematografo
Recensione
A Cannes due film di "passione molto incendiaria" sono stati sottovalutati, dimenticati nei premi, sottodimensionati nel giro di "porta a porta" dei festivalieri, le nuove opere di Tarantino e Almodóvar. Hanno entrambi vasi sanguigni del cinema, ma sono re-inquadrature della vita. Tarantino riscuote la Storia, la rimonta secondo la valigia del cinema ma, come un fantino geniale, dirige il purosangue impazzito al traguardo, ovvero la verità delle emozioni della Storia. Almodóvar cerca una nuova geometria di quel limbo di emozioni cinema-vita-cinema che lo spinge a creare, a cercare un posto ai personaggi che irrompono e chiedono voce. Anche qui gli si riconosce il bisogno e il piacere di ripensare e ritrovare gli idoli del suo cinema in modo diretto, un pò programmato, suadente nella combinazione dei toni melò, noir e drammatico, inevitabile per un feticista dell'immagine. 
I riassunti, la tramina dei suoi film, l'intreccio smanioso dei personaggi, si scrivono con le parole della letteratura d'appendice. Sono le immagini che la sottraggono alla banalità. Lo sceneggiatore Harry Caine, un cinquantenne biondo e cieco (Homar, il Berenguer di La mala educacion), assistito da una collaboratrice e amica del cuore, era, nei primi anni '90, il regista Mateo, caduto in amore per Lena, l'avvenente convivente dell'anziano Ernesto, industriale geloso e vendicativo che finanzia un film per la donna, ma poi scopre che lei lo tradisce col regista. Le cose si avviluppano in almeno tre piani: la visita del figlio omosessuale dell'ormai deceduto industriale che vuole vendicarsi delle vessazioni del padre; l'amore clandestino tra Mateo e Lena negli anni '90, con una fuga tra i crateri e il mare di Lanzarote, mentre Ernesto fa montare insensatamente e distribuire il film per distruggere la carriera di Mateo; il film "Ragazze e valigie", commedia al femminile dove Lena - Penélope Cruz - recita un ruolo opposto al dramma che sta vivendo nella vita, mentre il figlio di Ernesto gira in video il making of di "Ragazze e valigie" fornendo al padre informazioni sui comportamenti degli amanti. 
Complicato? Sì. Meno armonioso, altrettanto maturo di Volver, ma sempre coinvolgente, è un altro flessuoso flirt col cinema, a partire dal titolo che riprende la scena dei resti dei due amanti carbonizzati e abbracciati ritrovati a Pompei nel Viaggio in Italia di Rossellini, abbraccio riprodotto in fotografia da Mateo e Lena sul divano di Lanzarote. E' un film nel film perché (senza svelare troppo), "Ragazze e valigie" e le riprese del "making of" hanno un ruolo determinante nel finale, con una toccante, ma anche un pò didascalica, celebrazione del cinema come armonica remissione della verità, delle emozioni, dell'amore, della memoria.

Copyright © Cinematografo 2009.



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