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Quando tutti si fermano, cominciamo noi!
Dalle montagne centroasiatiche, ai deserti egiziani, attraverso le affollate strade di Parigi fino ai ghiacci del Polo Nord, la squadra di ultra professionisti nota come G.I. JOE si lancia in un'avventura senza sosta, in cui la tecnologia di ultima generazione e il più sofisticato equipaggiamento militare saranno impiegati per combattere il pericoloso trafficante d'armi Destro. Costui intende vendicare con un autentico genocidio la punizione inflitta a un suo lontano e malvagio antenato. Per evitare che il mondo venga messo in ginocchio, i G.I. JOE avranno però bisogno di forze nuove, impavide e pronte a saldare i conti con il proprio passato...
Un piacevole fumettone
Se Transformers 2 si attesta come uno dei film più superficiali e filo-militaristi degli ultimi tempi, la pellicola di Stephen Sommers sorprende invece per una visione non-mimetica della realtà, attenuando così di molto l'immancabile vocazione bellica in voga in un certo cinema di oggi. Il tono totalmente fumettistico del film permette alla narrazione di svincolarsi con rapidità da ogni 'trappola” di tipo politico, attestandosi come un piacevole prodotto di pura azione, in cui, altra differenza con il film di Michael Bay, non sono certo i combattimenti al centro della storia, ma l'azione e la tecnologia. Un altro aspetto di G.I. JOE che permette al pubblico di non prendere mai davvero 'per buono” né moralmente valido quello che viene proiettato in sala è anche dovuto alla natura romanzesca dei cattivi, i quali sanno molto di antieroi da novella d'avventura trasportati nella nostra epoca.
Questo film si ricollega bene alla sua matrice, ovvero a quei giocattoli che nei lontani anni Sessanta la Hasbro introdusse con successo sul mercato dei prodotti per ragazzi. Da allora sono state create centinaia di action figure, una serie animata e infine questa trasposizione cinematografica.
La regia di Sommers è coerente e pulita, regalando finalmente al pubblico una narrazione ordinata, cosa ormai rara in questo genere di pellicole. La storia è decisamente accattivante e piacevole, scorrendo via senza mai risultare ripetitiva o noiosa.
Una considerazione a parte merita la versione mora della giovane attrice americana, ma cresciuta in Inghilterra, Sienna Miller: il suo è un personaggio ben riuscito principalmente grazie alla sua prorompente sensualità, che col tempo risulta sempre meno facile da celare sotto l'ingannevole apparenza della biondina della porta accanto.
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"Mamma Hasbro, prolifica giocattolaia, e la stessa dei Transformers. Questi sono soldati(ni) patriottici superiperaddestrati. Nelle mani di Stephen Sommers, regista di un paio di Mummie e del vulcanico 'Van Helsing', perdono un po' di fervore yankee in favore dell'attacco alla scienza bellica che snatura l'uomo, alimenta le guerre e sbriciola la Torre Eiffel. Trama bombarola, in fracassona scia a Michael Bay che ha esaltato gli Autobot. Battute, mosse ninja e reattivi decolli ad effetto. Personaggi da fumetto con implicazioni sentimentali. Filosofie elementari: buono contro kattivo, bianco contro nero. Le scariche di autoironia salvano il filmastro dalle fantasbandate di chi si prende sul serio sparacchiando gadget d'azione con troppa voglia di blockbuster. Sienna Miller e Chaning Tatum belli da combattimento, Dennis Quaid sfrutta la sua faccia da generale, Jonathan Pryce quella da presidente Usa, Brandon Fraser fa capolino. Sequel gia in volo." (Alessio Guzzano, 'City', 18 settembre 2009)
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