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"L'idea del film è buona: una società è in grado collocare un chip nel cervello dei bambini appena nati, in modo che la loro vita sia registrata minuto per minuto. (...) E non c'è solo l'idea, perché anche i protagonisti (Robin Williams e Mira Sorvino) sono due attori con i fiocchi. Per non parlare della fotografia, affidata a Tak Fujimoto ( Il silenzio degli innocenti ). Ma due più due, al cinema, non fa quattro e 'The Final Cut', diretto da Omar Naim, non convince. Non si crede ai dubbi etici del "montatore di vite" e non si può fare a meno di capire, alla prima scena, come il film andrà a finire. Per un thriller, non è il massimo." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 13 maggio 2005) "Ancora un ruolo teso e sospeso per Robin Wiliams. Gliel'ha costruito quasi su misura un esordiente libanese, Omar Naim, da tempo americano. Metà si tende al thriller, metà si naviga nella fantascienza. (...) Cifre affannate, immagini buie, e l'angoscia, ad ogni svolta, dilaga." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 21 maggio 2005)
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