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"Il regista Willy Bogner, non è certo un gran narratore cinematografico, i suoi toni comicogrotteschi risultano a volte pesanti: ma le gare, girate benissimo soprattutto in Engadina e sulle alpi svizzere, sono rare da vedere, emozionanti, divertenti". (Lietta Tornabuoni, La Stampa, 29/3/91).
"Il film di Bogner è narrativamente inesistente. Più che un film, sembra una edizione kolossal del televisivo "giochi senza frontiere". (Maurizio Porro, Il Corriere della Sera, 31/3/91).
"Tutto il film è la descrizione per immagini, bene e pericolosamente girate a merito degli operatori. Siamo di fronte ad uno smaccato esempio di film dove i tecnici hanno la meglio sui "creativi", dove il montaggio e gli operatori sono più importanti del regista, dove gli "stunt" valgono più degli attori". (Gabriella Giannice, Il Giornale, 6/4/91).
"Il film ha con Bogner, un regista di singolare intraprendenza. (Giovanni Grazzini, Il Messaggero, 1/5/91).
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