"Con ogni buona volontà, ahimè, è difficile tuttavia prendere sul serio un film come 'F. T. W.', che gioca poco elegantemente sull'ambiguità fra la volgarissima espressione 'Fuck the world' e la sigla del protagonista Frank T. Wellis. (...) E si aggiunga che 'F. T. W.' si colora di ingenuità quando apprendiamo che sotto lo pseudonimo del soggettista Sir Eddie Cook si nasconde Rourke in persona: il quale non se la cava troppo bene sul piano fisionomico con la sua faccia piena di pugni e deformata dalle plastiche, mentre Lori Singer (la violoncellista di 'America oggi') ha palpiti e ribellismi plausibili. Frank e Scarlett, però, appaiono ridicoli nelle scene di sesso riprese con velleità pseudoartistiche; molto meglio se la cava il regista Michael Karbelnikoff con i vasti spazi aperti del Montana, i cavalli bradi al galoppo e le emozioni del rodeo riprese al rallentatore." (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 11 giugno 1994)
"Amore e morte, dunque nell'ambito di un'avventura nera. La storia se l'è scritta Mickey Rourke firmandola poco modestamente sir Eddie Cook (come già in 'Homeboy'), la regia se l'e assunta Michael Karbelnikoff, che dopo una intensa attività negli spot pubblicitari aveva realizzato di recente' L'impero del crimine', sulla mafia. Qui tenta di tenersi in equilibrio fra i climi di un western moderno, grazie al cowboy da rodeo, il road movie e la love story con finale triste. Convince soprattutto con il western gli spazi aperti del Montana, quel cowboy malinconico che, dopo anni di prigione, ha sete di libertà a contatto con la natura gli consentono pagine ariose, anche di un certo fervore; l'avventura sulle strade, invece con la polizia alle calcagna, rischia spesso la maniera e la storia d'amore, nonostante quella insolita conclusione negativa che sembrerebbe rieccheggiare le fatalità cupe del cinema francese anni Trenta, ha troppi momenti stanchi, con pause lunghe e ritmi che rallentano il respiro in altre occasioni affannoso dell'azione." ('Il Tempo', 12 giugno 1994)
"In un'atmosfera che rifà un po' il verso allo struggente 'Sotto sotto le stelle', 'F. T. W.' maneggia gli stereotipi del western contemporaneo senza troppa inventiva: tra frasi a effetto sul senso della vita, risse nei saloon, sceriffi scettici con spolverini e scene di rodeo, Rourke aggiorna il mito della Frontiera dentro una cornice di genere cui provvede il regista Michael Karbelnikoff, esperto in sparatorie e scazottate. Il risultato complessivo è piuttosto deludente, anche se una strana, goffa, infantile sincerità trapela da questo film da 10 milioni di dollari che esce prima in Italia che negli Stati Uniti. Si vede, insomma, che Mickey Rourke intrattiene un rapporto speciale con il suo cowboy d'altri tempi, al quale regala accenti malinconici, scorticati, rassegnati. Anche Lori Singer, spesso spogliata e sempre con un pistolone cromato in mano, affida al personaggio di Scarlett una dimensione più segreta e sfaccettata, magari pensando un po' a 'Thelma & Louise'; ma il copione è quello che è, stavolta non ci sono violoncelli da suonare e Karibelnikoff non è proprio l'Altman d'America oggi." (Michele Anselmi, 'L'Unità', 14 giugno 1994)
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