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"I fratelli Farrelly sono cambiati. Dopo la comicita di pancia delle prime opere gia da 'Tutti pazzi per Mary' hanno fatto capire di interessarsi anche a un'altra parte del corpo umano: il cuore. Così ecco l'ottimo 'Io, me e Irene', il sottovalutato 'Amore a prima svista' e soprattutto questo ultimo 'Fratelli per la pelle', commedia umana che affronta temi complessi con la leggerezza dei grandi. Un cinema che si impone di essere essenziale, umano, ottimista e senza ipocrisie per quanto riguarda la rappresentazione scanzonata dei portatori di handicap. Ma che i Farrelly fossero tra gli ultimi a fare cinema realmente politico in Usa lo sapevamo gia. E' bello osservarli diventare sempre meno spassosi e sempre più delicati. D'altronde questa storia riguarda anche loro: due fratelli registi e sceneggiatori che non riescono a dividersi. Damon e Kinnear semplicemente strepitosi." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 16 aprile 2004) "Poiche anche i Farrelly sono un po' gemelli siamesi, il bestiario della capitale del cinema e osservato da quattro coppie di occhi. Uno sguardo acuto, beffardo, ma anche complice e più indulgente di quanto ci si aspetterebbe: vedi Cher, che interpreta se stessa con un'autoironia prossima all'incoscienza. Ma e addirittura affettuoso il modo in cui 'Fratelli per la pelle' tratta Bob e Walt, ridendo con loro, facendone i protagonisti di gag slapstick e imprese sportive, risolvendo con pudore perfino una sequenza di sesso in cui l'uno e co-protagonista, l'altro testimone obbligato. Un modo, insomma, per revisionare, sorridendo, il concetto di normalita, che al cinema non e roba di tutti i giorni." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 17 aprile 2004)
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