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"L'unica cosa che manca nel film di Sakaguchi è, ovviamente, l'interattività. Dalla sceneggiatura non si può pretendere - date le premesse - un eccesso di originalità. Basta avere un manipolo di eroi, alcuni dei quali sacrificabili, mostri che si moltiplicano a vista d'occhio e, per sovrappiù, un generale ottuso e guerrafondaio che vuole bombardare gli alieni con un enorme cannone laser, rischiando di mandare alla malora lui il nostro vecchio pianeta. Il tratto grafico degli attori virtuali e degli scenari in cui agiscono evoca le favole classiche della fantascienza a fumetti, Moebius e la rivista 'Métal Hurlant', con una certa cupezza alla Giger cui rimandano, del resto, i mostri dalle morfologie in simil Alien". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 3 agosto 2001)
"La novità è totale. Perché 'Final Fantasy', diretto dal mago del videogame Hironobu Sakaguchi, nasce dalla playstation ma è in tutto e per tutto un film. Di più: è il primo film con personaggi 'realistici' interamente generato al computer. E se sulle prime lo sforzo tecnologico sembra sproporzionato al risultato finale, presto ci si accorge che 'Final Fantasy' compie un'operazione decisiva nella storia della fantascienza, realizzando per la prima volta la sua intima natura. Ovvero trasportandola definitivamente nel regno delle idee, mentre finora ci si era dovuti contentare di ibridi più o meno riusciti realizzati integrando attori, modellini, effetti speciali e via rimediando, con passione e bricolage, alle deficienze tecniche". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 3 agosto 2001)
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