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Facile Preda Recensione

"Facile Preda" recensioni

Film
Facile Preda
Autore
anonymous
Data della recensione
2006-03-23 10:42:41
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

L'esordiente Andrew Sipes, autore di alcune serie televisive poliziesche, gestisce con la consueta professionalità tecnica americana inseguimenti mozzafiato, sparatorie frastornanti, esplosioni catastrofiche (con la media di una ogni cinque minuti). Ma la trama è quanto di più pretestuoso, inconsistente e inverosimile si possa immaginare (c'è di mezzo un cubano la cui vicenda personale, curata dalla civilista Kate, avrebbe messo la donna involontariamente sulle tracce dei traffici orditi dal KGB) e Facile preda fa regredire il thriller d'azione pirotecnico a livello del riciclaggio di materiali visti e stravisti. L'inespressivo William Baldwin garantisce il repertorio atletico-bombarolo richiesto dalle circostanze e la sensuale ex moglie di Richard Gere cambia look e pose sexy in attesa di un ruolo più convincente. (Il Mattino, Alberto Castellano, 10/4/96)

La curiosità del film sta nell'uso improprio che i cattivi fanno dell'elettronica, dilettandosi anche nel muovere i conti in nero dei politici, segno che tutto il mondo è paese. Ogni momento si accende un computer, per chi ama il genere del "beep beep movie", saltano in aria case e auto, fino al finalissimo sul vascello fantasma, quando il poliziotto dimostrerà, volto ferito e capelli bagnati, coraggio e modi spicci. Il resto è rumore, anche fastidioso: il regista non ha personalità, gli attori fanno alzare il budget e si guardano languidi. Tra le cose più sadiche calci e spari mirati all'inguine maschile e la metafora d'avanspettacolo di un poliziotto sul verbale: "Quando sei di turno è come andare in bagno, alla fine devi usare la carta". (Corriere della Sera, Maurizio Porro, 11/4/96)

"Pedestre e fragoroso poliziesco tutt'azione costruito sulle misure dell'esordiente Cindy Crawford, che l'accorto regista Andrei Sipes, pure lui debuttante, ha messo in condizioni di non nuocere, estromettendola quasi completamente dai dialoghi. La splendida vamp si limita a cambiare maglietta, purché dieci taglie inferiori alla sua. Questo si chiama valorizzare le proprie doti". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 3 dicembre 2000)

Copyright © Cinematografo 2006.



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