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Espiazione Recensione

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Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-08-29 11:17:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Il tempo fa il suo corso. Non risana le ferite. E se anche c'è un modo infinito per amare e per espiare le proprie colpe, le forze dell'amore, questa volta, non vincono quelle che tentano di distruggerlo. E' un viaggio nella coscienza degli opposti e nel turbine dei sentimenti, a diverse età e stati d'animo, il film che inaugura la Mostra veneziana, Espiazione, diretto da Joe Wright e ricavato, centellinando ottimamente parole e scene, dall’omonimo e difficile romanzo di Ian McEwan: l'età dell’innocenza, questa volta, è messa in seria discussione, perché l'adolescenza di Briony, immersa nella natura attonita e sensuale di un Surrey estivo nell'anno 1935, manifesta segni di crudeltà emotiva, di pregiudizio sociale, di invasiva gelosia per la sorella Cecilia, interpretata da Keira Knightley. Le due vivono due stagioni contemporanee cronologicamente, ma abissalmente opposte sul piano umano e questa drammatica divisione, scissione, che porta anche a interpretare la realtà in modo diverso - ed è un ottimo, avvincente e moderno accorgimento di regia - non troverà guarigione alcuna. La passione di entrambe per Robbie - aitante e appassionato è l'attore James McAvoy - le travolge come la guerra imminente travolgerà nazione, famiglia, benessere, vite e futuro: Briony, autoritaria, prolifica autrice di sogni e finzione che ha il volto magico e inquietante di Saoirse Ronan, inscenando con la menzogna una strategica e falsa accusa, offusca e distrugge la "stagione dei fiori" della loro vita bohémienne. Gli eventi precipitano, le armi ora sparano e in un superbo ingorgo di corpi e di follia sulla spiaggia di Dunkerque, descritto in un magistrale piano sequenza, Robbie sogna un ritorno che non avverrà. Non avverrà nulla di buono e di bene anche nella vita delle due sorelle, infermiere a Londra: i loro destini non si incroceranno mai più. E la travolgente, appassionata confessione di Briony invecchiata e romanziera famosa - magistrale la presenza di Vanessa Redgrave in questo finale inaspettato - non tradurrà il senso di rabbia in moto di pietà. Il peccato di ùbris (tracotanza) dell'adolescente Briony troverà la sua nemesi finale. Il ticchettio di una macchina da scrivere che batte il tempo dell’amore e della vendetta continuerà per molti, forse, oltre lo schermo.

Copyright © Cinematografo 2007.

Scheda Film
Espiazione
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-09-21 09:00:20
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Un'accusa infondata

Nella calda estate del 1935 la tredicenne Bryoni Tallis sente di essere finalmente diventata una scrittrice. La sera stessa, studiando con curiosità la storia d'amore che coinvolge la sorella maggiore Cecilia e osservando una scena equivoca, accuserà il fidanzato di quest'ultima di un crimine mai commesso: il fatto rovinerà per sempre la vita della coppia e Bryoni non potrà fare altro che cercare un rimedio al danno causato..

Guilty novel

Puo' un regista prendere atto dei suoi errori e su di essi costruire una carriera di miglioramenti? Riferendosi al romanzo da cui è stato tratto, Joe Wright afferma: "Un libro è un'illusione, una serie di simboli su una pagina che creano una narrativa nella mente del lettore. Ogni lettore, leggendolo, crea una diversa versione di un libro. Il mio adattamento riflette la mia comprensione del libro, la mia esperienza individuale di ciò che leggevo" – pertanto la risposta alla domanda può considerarsi affermativa. Dopo l'altezzoso Orgoglio Pregiudizio, il regista di origine inglese riprova a trasporre un romanzo di successo sul grande schermo; nella fattispecie, Atonement (Espiazione) è un percorso estenuante verso la pace interiore ma, ancor più vero, è un'opera con cui l'autore Ian McEwan è stato in grado di stravolgere gli elementi narrativi che stanno alla base del romanzo stesso.

La piccola Bryoni (interpretata dalla bellissima Saoirse Ronan, incredibilmente brava al suo esordio cinematografico) interromperà la relazione fra sua sorella Cecilia e Robbie, il figlio della governante, accusando quest'ultimo di aver abusato sessualmente di un'amica. La narrazione, suddivisa in tre momenti – impulsività giovanile, bisogno di redenzione e sconfitta – resta legata all'immaginazione della ragazzina e ne segue di pari passo la crescita: si verificheranno così in lei attimi di consapevolezza che combaceranno con la sua crescita fisica e intellettiva. Tuttavia, nonostante la storia fili secondo una determinata visione, d'un tratto un salto temporale ci lascia in balia di una confidenza rivelatrice...

Liberty

Joe Wright, ancor più ammaliato dai particolari – un fermaglio sul pavimento, una lettera, un vaso rotto, costanti primi piani – stabilisce una struttura emotivamente frammentaria, disturbata da continue valanghe di misfatti e pentimenti. Bryoni, col passare del tempo, capisce che la scoperta sessuale debba avvenire secondo coscienza, e non dall'irrazionalità di una cotta adolescenziale. Ecco perché 'espiazione”, ovvero purificare, scontare un delitto con la pena: perché ciò che ha privato ai due innamorati le riserverà un vuoto eterno, incolmabile nonostante dedichi la sua intera vita al prossimo. La pellicola è accompagnata da una meravigliosa composizione di Dario Marianelli (V per Vendetta, Orgoglio e Pregiudizio), il cui suono ricorda una macchina da scrivere in continuo movimento, come un martello che colpisce forsennatamente certe corde emotive; proprio per questo Espiazione è una storia mozzafiato, poiché lascia senza parole. Governando una melodia che non si dimentica, il compositore pisano oscura in un sol colpo i suoi precedenti lavori e conferisce un'anima non solo alla pellicola, ma ad ogni rapporto che lega i personaggi della storia. Anche il cast riesce a sorprendere, a partire da Keira Knightley (Cecilia), che sembra ormai aver trovato la sua dimensione sul grande schermo, e lo stesso discorso vale per il protagonista maschile, James McAvoy, il quale si cala nel ruolo di Robbie con spontanea naturalezza.

In definitiva, una trasposizione riuscita che getta diverse basi su cui riflettere, salvo poi concludere con un toccante vade retro.

Curiosità

Ian McEwan ha seguito di pari passo lo sviluppo dell'adattamento cinematografico del suo best seller. E, a proposito dei due sceneggiatori, afferma: "Penso che Joe Wright e Christopher Hampton siano stati molto intelligenti nello scegliere di seguire il percorso più saggio offerto dal libro".

A conferma di quanto le due forme espressive siano differenti, l'autore sottolinea l'impossibilità di realizzare un adattamento in tutto e per tutto fedele all'opera originale.

Copyright © Spaziofilm.it 2007.

Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-09-21 11:17:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Il tempo fa il suo corso. Non risana le ferite. E se anche c'è un modo infinito per amare e per espiare le proprie colpe, le forze dell'amore, questa volta, non vincono quelle che tentano di distruggerlo. E' un viaggio nella coscienza degli opposti e nel turbine dei sentimenti, a diverse età e stati d'animo, il film che inaugura la Mostra veneziana, Espiazione, diretto da Joe Wright e ricavato, centellinando ottimamente parole e scene, dall’omonimo e difficile romanzo di Ian McEwan: l'età dell’innocenza, questa volta, è messa in seria discussione, perché l'adolescenza di Briony, immersa nella natura attonita e sensuale di un Surrey estivo nell'anno 1935, manifesta segni di crudeltà emotiva, di pregiudizio sociale, di invasiva gelosia per la sorella Cecilia, interpretata da Keira Knightley. Le due vivono due stagioni contemporanee cronologicamente, ma abissalmente opposte sul piano umano e questa drammatica divisione, scissione, che porta anche a interpretare la realtà in modo diverso - ed è un ottimo, avvincente e moderno accorgimento di regia - non troverà guarigione alcuna. La passione di entrambe per Robbie - aitante e appassionato è l'attore James McAvoy - le travolge come la guerra imminente travolgerà nazione, famiglia, benessere, vite e futuro: Briony, autoritaria, prolifica autrice di sogni e finzione che ha il volto magico e inquietante di Saoirse Ronan, inscenando con la menzogna una strategica e falsa accusa, offusca e distrugge la "stagione dei fiori" della loro vita bohémienne. Gli eventi precipitano, le armi ora sparano e in un superbo ingorgo di corpi e di follia sulla spiaggia di Dunkerque, descritto in un magistrale piano sequenza, Robbie sogna un ritorno che non avverrà. Non avverrà nulla di buono e di bene anche nella vita delle due sorelle, infermiere a Londra: i loro destini non si incroceranno mai più. E la travolgente, appassionata confessione di Briony invecchiata e romanziera famosa - magistrale la presenza di Vanessa Redgrave in questo finale inaspettato - non tradurrà il senso di rabbia in moto di pietà. Il peccato di ùbris (tracotanza) dell'adolescente Briony troverà la sua nemesi finale. Il ticchettio di una macchina da scrivere che batte il tempo dell’amore e della vendetta continuerà per molti, forse, oltre lo schermo.

Copyright © Cinematografo 2007.



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