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Diane Keaton, invece, con il validissimo contributo, per la sceneggiatura, di Richard La Gravenese, già autore della Leggenda del re pescatore e dei Ponti di Madison County, è riuscito ad evitare tutte le trappole del sentimentalismo facile tenendo sempre in equilibrio i suoi climi fra gli stupori e le ansie di quell'adolescente turbato e inquieto e i suoi confronti non di rado anche un po' buffi con il mondo pittoresco e decisamente fuori della norma di quegli zii quasi all'opposto dei suoi genitori. Da una parte, perciò, una tenerezza gentile ma asciutta, dall'altra un'ironia solo accennata dall'interno, con colori qua e là un po' accesi ma sempre abilmente contenuti: all'insegna, anche qui, di delicati sottotoni. Completa l'impresa una recitazione nelle stesse cifre, attenta sia all'espressività sia alla misura. Da ricordare soprattutto Andie MacDowell e John Turturro, nel ruolo di genitori, e Maury Chaykin e Michael Richards, gli zii. Il bambino è l'esordiente Nathan Watt, reduce però da molte apparizioni televisive in vari ruoli. (Il Tempo, Gian Luigi Rondi, 6/6/96)
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