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Nei panni di Eloise la figlia di D'Artagnan la Marceau è una ragazza decisamente in anticipo sui tempi, che porta i pantaloni e rimbecca il padre con una petulanza ben poco secentesca. Anche fuori dello schermo, comunque, l'attrice deve avere un caratterino al pepe, dato che è riuscita a fare estromettere dal set il nostro Riccardo Freda (il film riprende, a sessi variati, il suo "Il figlio di D'Artagnan"), al quale Bertrand Tavernier aveva originariamente affidato la regia. Spiace che le cose siano andate così; però bisogna ammettere che il film, diretto personalmente da Tavernier, è molto piacevole: mescola in dosi perfette il gusto dell'avventura (il combattimento finale in cui i duellanti salgono fino in cima al castello, come nei film di Errol Flynn), l'ironia (senza mai cadere nell'eccesso parodistico) e la malinconia (vedi la scena di D'Artagnan sulla tomba di Athos, ispirata a John Ford), mette in scena con gran senso dello spazio e si concede, di passaggio, anche raffinate citazioni dalla pittura d'epoca. (La Repubblica, Roberto Nepoti, 27/4/96)
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