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Film raro,visti i tempi che corrono in Italia,girato con una padronanza che infonde sicurezza nello spettatore,la sceneggiatura forse è un pò vacillante ma nel complesso regge;ciò che invece inficia la riuscita complessiva è il cast:al fianco di Attori bravissimi e collaudati come Favino (il quale fornisce qui una prova da actor's studio) ve ne sono altri sulle cui qualità ci sarebbe tantissimo da ridire,mi riferisco in particolare a Paolo Briguglia,assolutamente fuori dal personaggio,dalla figura umana e sociale dell'Italiano medio degli anni trenta e quaranta,che in tempo terribili come quelli non avrebbe di certo,in pieno deserto e dopo giorni di digiuno, mangiato scatolette con la punta della forchetta e con bocca ermeticamente ed educatamente chiusa,con quell'atteggiamento da snobismo Vittoriano.Anche Solfrizzi,ce la mette tutta ma risulta troppo pulito,troppo "moderno" e quindi anacronistico nell'ambientazione del film.Se osserviamo Favino invece è uno specchio,la sua lingua impastata di dialetto,i suoi atteggiamenti rendono davvero l'idea di essere di fronte a un contadino semianalfabeta,strappato alla sua terra dall'orrore della guerra.
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