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" 'Due sulla strada' è più croccante e spiritoso nella prima parte, sulla musica martellante di Eric Clapton, e ha il merito di mettere in luce il talento esplosivo di Colm Meaney, il quale pur conservando in casa il ritratto di John Wayne assomiglia piuttosto a un altro attore fordiano, il 'Traditore' Victor McLaglen. Nell'arrivare in fondo con un po' di fiatone, il filmetto perde in vivacità ma non in simpatia. (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 14 dicembre 1996).
"Se la conclusione racconta la sconfitta d'un tentativo di mutare lavoro e status sociale, il film è così divertente, così poco lamentoso, tanto ricco di autoironia e vitalità, da restare in bilico sul confine sottile che divide la saga folcloristica sul carattere irlandese dall'epopea popolare di fatica, dolore, coraggio; e anche lo stile del regista Stephen Frears oscilla tra realismo e semplificazione, tra impegno sociale e piattezza cinematografica". (Lietta Tornabuoni, 'L'Espresso', 19 dicembre 1996).
"Dopo la rabbia dei figli, la solidarietà dei padri. Continuando a raccontare sullo schermo le avventure degli abitanti di Barrytown (a partire dai libri di Roddy Doyle, già all'origine di 'The Commedians' e 'The Snapper'), Frears affronta il tema della sopravvivenza quotidiana attraverso le disavventure di due disoccupati, Larry e Bimbo. Ma non lo fa con la crudezza del pamphlet politico, piuttosto con l'ironia della commedia di costume. A Frears non interessa tanto la lettura sociologica di una situazione che affonda le sue radici in problemi vecchi di decenni quanto il risvolto umano che può nascere da questa situazione di bisogno". (Paolo Mereghetti, 'Sette del Corriere della Sera', 19 dicembre 1996).
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