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"Parigi come New York. Criminali arabi anziché portoricani (o ispanici). Coppia di sbirri in salsa piccante, Karim l'arabo e Simon l'ebreo sono, loro malgrado, uniti nella lotta (al terrorismo, alla droga, al fanatismo mussulmano). (...) Irruento, sanguigno, sospettoso, molto legato alla mamma e con spiccata inclinazione a far giustizia da sé, Simon tollera ma non approva i toni meditativi del suo compagno d'armi che inforca occhialini da intellettuale e legge Rolling Stones (edizione francese). Dopo breve rodaggio sapranno, con pari destrezza dei loro colleghi d'oltreoceano, dar fuoco alle emozioni e alle pistole." (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 17 Settembre 1990)
"Il regista Alexander Arcady si ispira ai modelli del poliziesco hollywoodiano e confeziona 'Due contro tutto' senza molte preoccupazioni innovative. Con buon mestiere, però, e rendendo il racconto incalzante, con la giusta dose di azione e suspense. A Parigi, l'arabo Karin e l'ebreo Simo, sono intensamente impegnati nella lotta contro i mali metropolitani tipici del nostro tempo: il fanatismo religioso, il terrorismo, la diffusione della droga. Insomma, la classica tipologia della coppia contro il crimine, di matrice americana, è adattata al modello europeo. Divisi dalla fede religiosa, Karim e Simon sono in realtà uniti nella dura battaglia contro i malviventi. Nel loro mirino, in particolare, un fanatico musulmano che apparentemente esercita il mestiere di addetto culturale presso l'ambasciata; ed è, invece, un terrorista irriducibile, che è giunto al vertice dell'organizzazione delittuosa per lo spaccio di eroina." (Antonella Ely, 'Il Giornale di Sicilia', 16 Dicembre 1990)
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