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"Ricalcato sul personaggio del giornalista-detective che è diventato un classico del cinema che vuole la verità e nient'altro che la verità, 'Dossier confidenziale' ('Defense of the Realm', dove Regno è inteso in senso militare ma anche ideologico) tiene col fiato abbastanza sospeso, soprattutto nella prima parte che prepara il gioco dei potenti. Tutto girato in nero londinese, tra uffici da incubo e ascensori pericolosi, il film riesce a far passare il protagonista dall'inchiesta ufficiale all'interrogatorio di se stesso, che è poi lo scopo morale di un thriller che vanta una certa compattezza stilistica e qualche brivido di convenienza. Gabriel Byrne sta con gli occhi sbarrati e increduli aperti sullo scandalo: dopo aver scoperto l'America come Cristoforo Colombo, gli sta bene ora dover combattere contro i mass media. Accanto ai due protagonisti, che si amano con discrezione nei momenti liberi, il giallo nucleare (ma il film ha bisogno del suo eroe: al futuro dell'umanità ci penseremo poi) ci fa incontrare quell'attore straordinario inglese che è Denholm Elliot e una serie di caratteristi in grigio killer." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 4 Luglio 1988)
"'Dossier confidenziale' (1986) è l'improprio titolo di 'Defence of the Realm', cioè difesa del regno, una spy-story che è anche un thriller politico di denuncia contro una ragione di stato e i suoi abusi delittuosi. Come il solito, il film non vale per quel che racconta, ma per il modo con cui lo fa. Anche a causa di un montaggio, anzi di un'impaginazione non sempre pertinente e limpida, la vicenda è un po' farraginosa e provoca qualche abbassamento di tensione nella parte centrale. E' l'unica riserva su un film che conta per l'efficace e precisa descrizione dell'ambiente giornalistico, il ritmo stringato, la rinuncia ai facili effetti spettacolari, la forza con cui mette a fuoco uno dei problemi centrali del nostro tempo: la manipolazione dell'informazione. Gabriel Byrne - che fu Cristoforo Colombo nello sceneggiato televisivo della Rai - è un protagonista incisivo in mezzo a un gruppo di infallibili caratteristi tra cui spicca Denholm Elliot nella parte del giornalista disilluso. Il film fu esposto alla Quinzaine di Cannes e al Mystfest di Cattolica nel 1986." (Morando Morandini, 'Il Giorno', 4 Luglio 1988)
"I bombardieri Usa in casa, i rischi dell'incidente nucleare, la ragion di Stato, le talpe del Kgb, la manipolazione dell'informazione: in Dossier confidenziale tornano, ben assemblati, tutti i motivi del recente cinema spionistico made in England, ma con una marcia in più, in un film che no ha niente da invidiare ai migliori cinema liberal hollywoodiano, quello, tanto per intenderci, di Pakula ('Perché un assassinio') o di Pollack ('I tre giorni del condor'). Gabriel Byrne, impegolato di recente nell'increscioso Siesta, offre qui una delle sue migliori interpretazioni. Ma non sono da meno Denholm Elliot (nei panni del vecchio collega scettico nel mirino dei servizi segreti), l'ormai notissima Greta Scacchi e Ian Bannen. Se amate il genere, correte a vederlo prima che lo smontino: nonostante i lodevoli sforzi dell'Agis, il cinema, d'estate, continua ad andare in vacanza..." (Michele Anselmi, 'L'Unità', 7 Luglio 1988)
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