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"Dell'ultima frontiera del cinema hollywoodiano John Landis e il regista più anomalo e forse il più versatile ed estroverso. In fatto di bizzarrie e amenita con questo film sembra poi superare addirittura se stesso, scombinando non solo forme e contenuti - come gli succede di frequente da 'Blues Brothers' a 'Animal House' - ma spiazzando completamente le strutture della narrazione. 'Donne amazzoni sulla luna' e un gioco di un'ora e mezza, composto da venti quadretti, una via di mezzo tra il film a episodi e l'antologia di sketch; una galleria di immagini che egli stesso ha ideato, pur condividendo con altri quattro colleghi (Joe Dante, Carl Gottlieb, Peter Horton, Robert Weiss) la messinscena sul piano tecnico. Sotto quest'ultimo aspetto e un prodotto qualitativamente discontinuo, che al di la della cornice sfacciatamente ludica e surreale, vorrebbe comunicare un messaggio dai risvolti pedagogici. Nel ridicolizzare gli aspetti dell'odierna vita americana John Landis vuol ricordare il rischio che l'umanita corre alienandosi da tutto: dai ritmi biologici ai valori spirituali, passando per le istituzioni, i comportamenti, le tradizioni, i sentimenti più elementari. 'Donne amazzoni sulla luna' e un mosaico di situation-comedies sull'ingerenza dei mezzi di comunicazione di massa nella sfera del privato e del quotidiano. Ai tentativi di caricaturare alcuni noti programmi TV americani si mescolano normali tranches de vie ridicolizzate dall'intrusione subdola o plateale del medium televisivo." (Guido Michelone, 'Attualita Cinematografiche')
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