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"Un soggetto accattivante, il Don Chisciotte di Cervantes; un budget di 15 milioni di euro; l'intento più o meno velato dei realizzatori di far concorrenza nientemeno che alla Disney e alla Dreamworks. Con queste promettenti premesse arriva in anteprima nazionale al Fiuggi Family Festival il film di animazione in 3D Donkey Xote di Jose Pozo, coprodotto da Spagna e Italia. Ma fin dalle prime scene la delusione e pari alle attese. Malgrado una tecnica pregevole e un disegno accattivante ma troppo simile al tratto del riuscitissimo Shrek, la storia non solo non decolla, ma sembra non avere ne capo ne coda. La sceneggiatura appare frammentata, i personaggi non vengono caratterizzati con la necessaria forza e nessuno di essi assurge a un ruolo da protagonista; neppure l'asino di Sancho Panza, Rucho, che ricorda in maniera imbarazzante il ciuchino del citato Shrek e che all'inizio sembra avere il compito di narrare la "vera" storia di don Chisciotte cavaliere errante. Certo nel giudizio non si può non tener conto della complessita narrativa dell'opera di Cervantes, ma ciò non basta a giustificare le tante carenze. Troppo presi a fare il verso ad altre pellicole, a inserirne personaggi e citazioni non sempre adeguate - da Star Wars a Casper, da Monsters a Il re leone - gli sceneggiatori finiscono per cadere nella trappola del gia visto, senza trovate davvero divertenti o capaci di un sussulto, e inciampando anche in qualche caduta di stile. In un simile guazzabuglio si perde l'essenza del mitico personaggio di Cervantes. Che fine ha fatto la follia del cavaliere errante idealista e solitario che combatte contro i mulini a vento, alla ricerca di una vita eccezionale e della sua amata Dulcinea? L'Europa ha ancora molto da imparare in fatto di animazione dai maestri americani, soprattutto in creativita e originalita". (Gaetano Vallini, 'L'Osservatore Romano', 4 agosto 2008)
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