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«Credi che ci veda?»
«No, ma fidati, sente che la guardiamo»
Con questo scambio di battute, a schermo nero, si apre Disturbia, thriller campione d'incassi – circa ottanta milioni di dollari – diretto dal brillante D.J. Caruso e interpretato, fra gli altri, dal giovane attore hollywoodiano più corteggiato del momento: Shia LaBeouf (è il protagonista del tremendo Transformers e sarà il figlio di Indiana Jones nel quarto episodio della serie, ma è bene ricordare anche la sua ottima interpretazione nel notevole Guida per riconoscere i tuoi santi).
Segregato entro i confini domestici
Kale (Shia LaBeouf), diciassettenne chiuso e introverso, di recente ha perduto il padre, e questo trauma ha avuto delle violente ripercussioni sul suo carattere: dopo aver colpito con un pugno il professore di spagnolo, reo di aver fatto riferimento al genitore scomparso, il ragazzo verrà condannato a novanta giorni di arresti domiciliari e si troverà così confinato nella propria abitazione. Da quel momento, Kale sarà preda della noia e inizierà a spiare tutte le vite che si muovono attorno alla sua abitazione, scrutando l'idilliaca apparenza di pace e tranquillità di una tipica provincia americana. Fuori dalla sua finestra ci sono tre dispettosi fratellini che la sera guardano di nascosto i canali per soli adulti; c'è un marito che tradisce la moglie con la donna delle pulizie; c'è Ashley (Sarah Roemer), la nuova e affascinante vicina di casa; e poi l'ambiguo Mr. Turner (David Morse), un uomo che potrebbe essere collegato a una serie di omicidi seriali di cui la tv continua a riferire con allarmata intensità…
L'ombra di Hitchcock
Kale non è altro che un voyer, un guardone, e in questo senso il riferimento immediato è al celebre La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock: se nel film del '54 James Stewart si vedeva 'costretto” al voyeurismo da una gamba ingessata, per Shia LaBeouf il problema è il braccialetto elettronico di identificazione legato alla caviglia, con il quale il tribunale controlla la sua permanenza nel perimetro dell'abitazione (nel caso si attivasse l'allarme, una pattuglia della polizia verrebbe subito a prelevare il ragazzo per condurlo in carcere). L'operazione della DreamWorks può essere considerata come una sorta di aggiornamento dell'originale hitchcockiano, sulla scia di quel cinema da sempre interessato a giocare con i classici e a trarre ispirazione da essi, seppure con un doveroso rispetto reverenziale di fondo (su tutti il memorabile Omicidio a luci rosse di Brian De Palma, ma di esempi se ne potrebbero fare davvero molti).
Strutturalmente Disturbia è un thriller, ma per gran parte del tempo ha i toni di una commedia per teen-ager recitata da teen-ager, in cui si racconta l'involuzione del rapporto di Kale con la madre (Carrie-Ann Moss, inteprete di Trinity nella trilogia di Matrix) e l'evolversi della sua relazione con la bella vicina di casa, ma soprattutto in cui seguiamo da vicino lo stile di vita di un adolescente americano, circondato da un'infinita varietà di prodotti tecnologici.
In sostanza, 'Disturbia” è un thriller molto convincente, un prodotto di largo consumo attento alle regole formali del genere.
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