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C'è tutto, e tutto viene usato con totale e deliberata mancanza di riguardi. Fosse divertente, sarebbe un sacrosanto sberleffo al politically correct. Il guaio è che si ride pochino, e resta un sacco di tempo per notare la goffaggine della sceneggiatura, la sciatteria delle riprese, la monotonia dell'insieme. Che a forza di mettere i gay in macchietta tralascia un dettaglio decisivo anche in una farsa: il sentimento. (Il Messaggero, Fabio Ferzetti, 2/4/97) L'andamento scanzonato e accentuato da una colonna sonora che contiene motivi orecchiabili (di Dalida, Boney M., Village People, ecc.), le cose migliori di un film che confonde spesso la gaiezza (nel senso di allegria) con il cattivo gusto, in quel che si vede e si dice. In Francia questo bidoncino è stato il film più visto della stagione scorsa, l'equivalente del nostro "Ciclone". E poi diciamo del pubblico italiano... (L'Eco di Bergamo, Franco Colombo, 10/4/97)
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