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"Non vale la pena di parlare della trama del film, impresa d'altra parte tutt'altro che agevole. In un grande albergo di Parigi si incontrano una dozzina di personaggi (suddivisi in quattro sottogruppi) uniti e insieme contrapposti da interessi ora collegati e ora divergenti (pugilato, mafia, spionaggio...). Potrebbe trattarsi di personaggi provenienti da altri film, e parcheggiati in una sorta di area di servizio (l'albergo? Lo stesso film di Godard, inteso come terreno neutro?...). Non si può, tuttavia, concludere senza accennare ad alcuni barlumi di speranza, che si accendono in mezzo a tanta desolazione e brillano per qualche istante come scintille nella stoppia. La battuta sull'amore eterno, proferita con amara ironia, ma non senza un pizzico di tenerezza, all'inizio e alla fine del film. L'eco di una citazione dal 'Cantico dei cantici' (alla quale si affiancano, come in analoghi passaggi di 'Passion' e 'Je vous salue, Marie', immagini visivamente affascinanti), dolce come un ricordo venato di nostalgia: 'La sua sinistra sotto il mio capo, la sua destra mi accarezza'." (Virgilio Fantuzzi, 'Civiltà Cattolica')
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