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"Migliore nella sua prima parte, per lo più a bordo dell'aereo, in un clima di tensione e di paura, sotto la minaccia delle armi e per la brutalità dei dirottatori, il film non manca tuttavia, anche nelle scene di grande azione e tra il grandinare dei proiettili, di tener desto l'interesse del pubblico. Purtroppo, eventi del genere sono sempre sulla prima pagina dei giornali: le teste di cuoio hanno ormai quasi sostituito le vicende di quelle coronate e non è che definendo il film come avventuroso, ci sia concesso di abbandonarci ad eccessive fantasticherie. Il tandem Golan-Globus sa il fatto suo, né gli mancano i mezzi tecnici e finanziari per condurre in porto - anzi, all'aeroporto del finale - una impresa del genere, profondendo i suddetti a piene mani ed utilizzando un cast di attori di lusso. La regia di Menahen Golan ha mirato alla stringatezza e drammaticità della prima parte e alla spettacolarità nella secondo, che è un vero fuoco di artificio tra sparatorie, agguati, caroselli in jeep, pugnalate e razzi sparati in gni direzione da una motocicletta, in sella alla quale McCoy la fa da 007. Forse un più svelto lavoro di montaggio avrebbe giovato al film." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 101, 1986)
"Golan, padrone della Cannon Productions, non si limita a produrre brutti film, ma saltuariamente ne dirige anche. Come questo, una specie di 'Entebbe' a misura di Chuck Norris, spalleggiato da un Lee Marvin ormai troppo invecchiato per storie del genere. Un film noioso, a dispetto dell'azione. (Francesco Mininni, Magazine italiano tv)
"Film girato in Israele, è stato ispirato alla cronaca del vero dirottamento del jet TWA avvenuto nel 1985. L'impianto è del genere catastrofico in voga negli anni '70, ma qui si passa al terrorismo e a una realtà adulterata." (Laura e Morando Morandini, Telesette)
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