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"Chi cerca soluzioni all'avanguardia non ne trova in 'De-Lovely'; chi cerca, o comune è a suo agio, fra il ricalco della miglior Hollywood, paradossalmente quella del codice Hays e della sua sciocca censura, con 'De-Lovely' si diverte. La gaiezza di Porter non è rimossa, come in 'Notte e dì', ma dichiarata e resa tenera. Giusto o no, quando le luci fioche della prima o dell'ultima scena si spengono, ci si commuove." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 15 ottobre 2004)
"'De-Lovely' è un film triste, pieno di canzoni allegre. La biografia musicale di Cole Porter, d'altronde, non poteva essere diversa. Perché piena di contraddizioni è stata tutta la vita del grande compositore, così in bilico fra l'esistenza scintillante e gli incidenti, le malattie, i ventisei interventi chirurgici. Fra il forte amore per la moglie e l'omosessualità, fra il gusto per l'eleganza e l'inclinazione agli eccessi. E anche questo film di Irwin Winkler resta in bilico. Dà mostra di grande professionalità: sono belle le coreografie e le scenografie, sono bravi gli attori e sono buoni anche i dialoghi (lo sceneggiatore è lo stesso di 'Gangs of New York'). Ma il film esiste solo per la musica di Cole Porter. 'De-Lovely' prende vita esclusivamente grazie ai più di trenta brani scritti dal compositore americano, interpretati anche da artisti come Elvis Costello, Robbie Williams, Alanis Morrisette, Diana Krall, Sheryl Crow, Lara Fabian. D'altronde, se si gira un film su un musicista formidabile, non è facile restare sempre all'altezza." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 22 ottobre 2004)
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