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"D'Artagnan, il moschettiere di Dumas, ha battezzato il cinema (...) questa volta è un attore qualsiasi, giovane e bello, secondo l'aria del tempo che non prevede e non ama troppo i divi unici. D'Artagnan è impegnato, al servizio della regina Catherine Deneuve, in innumerevoli duelli e scontri atletici coreografati da Xin Xin Xiong di Hong Kong e dai suoi specializzati cascatori asiatici. Stephen Rea è Richelieu. Mena Suvari è l'innamorata del moschettiere, i più bravi sono gli stuntmen". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 8 febbraio 2002)
"E' l'ennesima trasposizione cinematografica della saga dei tre moschettieri, 'D'Artagnan' di Peter Hyams regista che cura nei suoi lavori anche la fotografia. Ma nonostante i duelli spettacolari dal sapore orientale (le coreografie sono del cinese Xin Xin Xiong, 'Time and tide') che ricordano atmosfere di 'La tigre e il dragone' di Ang Lee, il film non trasmette il fascino che rende immortale il romanzo di Alexandre Dumas". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 8 febbraio 2002)
"Questa è un pelandrona rivisitazione del romanzo di Dumas padre, progetto europeo con un cast internazionale, e regista d'azione americano che tenta di perseguire la moda del funambolismo di Hong Kong. La fiera dei luoghi comuni sull'intrigo alla corte di Luigi XIV protetto dai moschettieri che sono involontariamente comici. Quello finale, sulle scale sospese, grida vendetta. Perfino Deneuve sfigura, imbalsamata in un costume regale infeltrito". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 8 febbraio 2002)
"Spettacolare, rozzo e insulso fumetto avventuroso, ennesima rivisitazione del celebre romanzo di Dumas padre (con un cattivo inventato), zeppo di duelli e sparatorie stile western con un'accentuata propensione alle sequenze da saltimbanchi. L'inespressivo Justin Chambers e l'incredibilmente goffa Catherine Deneuve si fanno rubare la scena dal luciferino Tim Roth." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 20 maggio 2004)
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