Vuoi le news di Yahoo! Entertainment sul tuo cellulare? Clicca qui
Copyright © Cinematografo 2008.
Alien vision
In una prigione spaziale, intorno al pianeta Dante XXI, sono rinchiusi sei dei più pericolosi e spietati criminali provenienti dai diversi mondi circostanti. Sui prigionieri vengono compiuti dei test di varia natura e sono trattati come vere e proprie cavie, ma quando arrivano al culmine della sopportazione tentano la fuga guidati dallo psicopatico César (interpretato da Dominique Pinon, pupillo di Jean-Pierre Jeunet), la cui leadership però viene messa in discussione da un altro prigioniero, St Georges (Lambert Wilson), che è dotato di misteriosi poteri di cui non si conosce bene l'origine...
Elucubrazioni francesi
Scritto dal regista Marc Caro (Delicatessen) e da Pierre Bordage, il film riprende in maniera a dir poco maniacale l'ambientazione claustrofobica e "metallica" della serie fantascientifica Alien, senza dimenticare piccoli e autoprodotti sci-fi a low budget. In particolare, è Alien 3 di David Fincher la maggiore fonte di ispirazione per il duo francese, nonostante il regista riesca a delineare un suo particolare senso estetico. Fra tematiche filo-esistenzialiste e messianiche, la religione si ritaglia un ruolo affatto marginale nell'economia della storia, sorretta da una sceneggiatura non priva di sbadataggini e assurdi irrazionali. La nota positiva arriva senza alcun dubbio dall'ottima prova recitativa di Wilson e Pinon: entrambi rispecchiano un archetipo di prigioniero sociale lungi dall'essere gratuitamente perentorio e anonimo.
Dante 01 è un viaggio intergalattico alla ricerca del principale movente che spinge l'uomo alla salvezza e al delirio vaneggiante. Il regista vanagloria per mezzo dei suoi personaggi, li rende calvi e abitudinari. Eclettici con manie psicopatiche. Ma sebbene gli antagonisti si mostrino delle rocce pronte ad affrontare qualsiasi minaccia, la diversità dell'alienato St. Georges di getto compromette quello che a conti fatti è un falso equilibrio, rendendoli scettici e diffidenti. C'è una mancanza alchemica fra l'onirica visione del conflitto e l'effettiva materia trattata. Non è solo demerito di uno script poco convincente e a basso contenuto originale, è in primis la struttura portante a non convincere fino in fondo. Anche i più magnanimi non riusciranno a comprendere se nella mancanza di coerenza vi sia della genialità o semplice confusione di idee.
Copyright © Spaziofilm.it 2008.