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"Un veloce, divertente ritratto inglese con un retrogusto amarognolo che ci riporta all'atmosfera del free cinema e alla complicità virile di 'Full Monty' con innesti letterari alla Nick Hornby. E' la fauna realistica di varia umanità di Greenwych, che il regista Simon Shore osserva con occhio ironico, costeggiando la retorica ma senza sposarla. Le tipologie sono classiche tanto da farne quasi un manuale di moderna sociologia usa e getta. Ma il film ha un suo ritmo di osservazione anche crudele, gli interni affettivi sono un disastro e la manciata di lieti fini distribuiti prima dell'ultimo calcio al pallone risulta un gentile omaggio." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 5 agosto 2005) "Tema del film è 'la crisi dei trentenni': insomma un Muccino britannico, meno ambizioso nella regia, ma meglio scritto e interpretato. (...) Lo sguardo sui personaggi è affettuoso ma molto amaro, il film scorre via facile e non sempre banale, il calcio rimane saggiamente sullo sfondo." (Emiliano Morreale, 'Film Tv', 9 agosto 2005)
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