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"Ha fatto più notizia Danny De Vito alticcio, nel senso puramente etilico del termine, durante una recente intervista a uno show televisivo che non la sua partecipazione a 'Conciati per le feste' di John Whitesell, irritante commedia natalizia sul vicinato litigioso (...) Tutto già visto e rivisto nel film di Whitesell, che non diventa mai né sovversivo e ritmato come un cartoon filmato dal vivo, né sgradevole come un buon grottesco, né psicologico come un drammatico o agrodolce. Il personaggio di De Vito entra in competizione con il vicino-nemico perché la sua dimora, a differenza di quella dell'altro, ha così poche luminarie natalizie che non si vede dal satellite. Purtroppo si ha la sensazione che sia De Vito che Broderick, attori di razza e coraggiosi come pochi, avrebbero pure rischiato qualcosa di più per la causa. Qui manca il regista (troppa tv e poco cinema fanno di Whitesell un cineasta inerte), la sceneggiatura fa dormire e la produzione è poco lucida. Sembra più cinema italiano che non Hollywood." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 8 dicembre 2006) "È il cinema natalizio all'americana, il loro Boldi-De Sica che qui, nella mini borghesia che addobba le facciate delle case di luminarie per le feste, sono l'ex ragazzino di War Games Matthew Broderick e il buffo Danny De Vito. (...) Golfini uguali di famiglia, gita in renna sul lago ghiacciato, fiera paesana, i trucchi notturni per black out della luce, nulla è risparmiato nella vociante commediola che piace in Usa. In cui i due cartoon, attori complementari, finiscono alla fine per far pace, ripresentarsi e cucinare alle mogli e amiche e al clan dei figli la cena del 25 dicembre. Dicesi cinema familiare, ma una famiglia assisa alla tv." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 6 dicembre 2006)
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