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Come Te Nessuno Mai Recensione

"Come Te Nessuno Mai" recensioni

Scheda Film
Come Te Nessuno Mai
Autore
anonymous
Data della recensione
2006-03-23 10:54:47
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

" Film abbastanza simpatico, abbastanza "furbo" nel riprendere, e ce n'era bisogno, certi toni sentimentali che erano cari a Emmer in "Terza liceo" (...) Film fresco nella descrizione del cicaleccio dei compagni di scuola, attendibile nel tratteggio dei rapporti ragazzi-genitori "Come te nessuno mai" ha un piglio che lo rende gradevole (...)". (Francesco Bolzoni, "Avvenire", 1 ottobre 1999)

"Ce la faranno i giovani e meno giovani spettatori al di sopra della linea gotica a capire quello che si dicono i giovani romani di 'Come te nessuno mai'? Speriamo di sì. O comunque facciano un piccolo sforzo. Perché il film di Gabriele Muccino è il primo, in anni (e almeno dai tempi di 'Mignon è partita'), che sappia parlare di adolescenti, ragazzi, occupazioni scolastiche, amori più virtuali che reali, pettegolezzi amorosi, ansie e paure rispetto a quella cosa misteriosa e difficile che è il sesso, senza cadere nelle secche del bozzettismo o nel dovere della denuncia, ma semplicemente lasciandosi andare al piacere del racconto, dei ritratti, dell'ambientazione - fino a comporre un quadro lieve ma credibile, divertente ma tenero di una generazione, o perlomeno di una sua cospicua fetta, romana, borghese, disinibita ma non troppo, di 'sinistra': concetto su cui si dibatte con effetti esilaranti e nostalgici, a partire dalla bella sequenza delle voci che sotto i titoli di testa commentano gli eventi cruciali di vent'anni, da Valle Giulia alla vittoria elettorale dell'Ulivo. (Irene Bignardi, 'la Repubblica', 2 ottobre 1999)

"Il trentaduenne Muccino, assistito dal fratellino Silvio, co-sceneggiatore e simpatico protagonista, ha girato un film insolitamente vitale che coniuga la cronaca di un primo amore a una di quelle occupazioni anni '90 attuata tra molto fumo e poco arrosto. Sullo sfondo ci sono le famiglie, soprattutto quella del protagonista costituita da papà e mamma ex sessantottini, impegnati nel confronto con il loro vissuto oltre che nelle ansie per i pericoli cui si espone il rampollo". (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 2 ottobre 1999)

"Il giovane regista orchestra con plausibilità e umorismo i contrasti in famiglia, le dinamiche del 'gruppo' e le scene dell'occupazione; e tara efficacemente i toni di recitazione dei non professionisti e dei professionisti. Certo la naturalezza del racconto dipende anche dall'aver messo su un cast composto da sedicenni veraci; e dal fatto che per i dialoghi Gabriele si è avvalso della collaborazione di Silvio e della sua amica Adele Tulli. Ma non basta questo a spiegare il piglio fresco, dirompente e mai banale del film. Partendo alla Zavattini dalla realtà, Muccino ha rielaborato vezzi, gergo e costumi dei ragazzi del '99 nella forma di un delizioso romanzo di crescita narrato con sensibilità impressionista. Per dire, tornando alla domanda iniziale, che sempre uguale sotto questo cielo è l'impetuoso vitalismo adolescenziale, con la sua confusionata sete di amore e assoluto. E meno male...". (Alessandra Levatesi, 'la Stampa', 2 ottobre 1999)

Copyright © Cinematografo 2006.



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