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"Il fascino di 'Codice: Swordfish', diretto a passo di corsa da Dominic Sena, è tutto nelle scariche nervose che elettrizzano il racconto. Certo, l'intreccio da rapina e computer è parecchio pasticciato ma le citazioni colte o autoironiche sono divertenti. E in certi momenti il sorriso criminale del perfido Travolta si illumina d'immenso". (Claudio Carabba, 'Sette', 20 settembre 2001)
"Prodotto da Joe Silver, festeggiato a Deauville insieme con l'attore australiano 'Codice: Swordfish' è un film d'azione e di spionaggio popolato di personaggi eccessivi che sembrano misurarsi con situazioni impossibili. Tutto avviene all'insegna dell'iperbole, ma con un sapore di videogioco che ne attenua la violenza". (Renzo Fegatelli, 'Trovaroma', 27 settembre 2001)
"Film di spionaggio + action movie + John Travolta (...) Momenti eccitanti: un ostaggio carico di esplosivo, un autobus trasportato da un elicottero nei cieli di Los Angeles, un inseguimento velocissimo e furioso con inclusa terribile sparatoria. Presenza cruciale: John Travolta, infinitamente simpatico". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 28 settembre 2001)
"Il fragoroso 'Codice: Swordfish', di Dominic Sena, visto oggi suona sinistramente ammonitore. Pizzetto mefistofelico, modi da play boy, mezzi illimitati, John Travolta è il misterioso angelo nero che sequestra, rapisce, distrugge, uccide. Perché? Attenti al cast, c'è anche l'ambigua e bellissima Halle Berry". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 28 settembre 2001)
"Se l'idea all'origine di 'Codice: Swordfish' - la sceneggiatura è di Skip Woods - sembra interessante, la realizzazione è desolante, almeno per un pubblico adulto, quello in grado non solo di contare, giulivo, i morti ammazzati. Il ritmo frenetico, da videoclip (da lì viene Sena, autore per il cinema dell'ottimo e sfortunato 'Kalifornia' e del mediocre e fortunato 'Fuori in 8 secondi'), porta a trascurare incongruenze e inverosimiglianze, genere 'Mission: Impossible' e 'Mission: Impossible 2'. I due punti nel titolo favoriscono evidentemente gli incassi, la qualità no...". (Maurizio Cabona, 'Il giornale', 28 settembre 2001)
"Una storia stravagante, che aspirerebbe all'amoralità ma si risolve in un catalogo di scene ad effetto, dirette da un regista di clip e spot periodicamente prestato al cinema. Col pizzetto da Mefistofele, Travolta gigioneggia come richiede la parte ma non ha, forse, tutto il carisma che questa gli attribuisce. Lo contrasta Hugh Jackman ('X-Men'), attore in ascesa che ricorda il Clint Eastwood di parecchi anni fa". (Roberto Nepoti,'la Repubblica, 29 settembre 2001)
"Mentre il mondo aspetta la risposta ecumenica al terrorismo talebano esce la faccia da schiaffi di John Travolta con computer galattici, banda armata, bombe e razzi (...) Di per sé sono trovate plateali per fare baccano. Nell'attualità, ora, danno anche un po' di nausea. La regia di Sena ('Kalifornia') è secondo copione. Brutale e inessenziale". (Silvio Danese, 'Il giorno', 5 ottobre 2001)
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