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A volte ritornano...
Dante Hicks (Brian O'Halloran) e Randal Graves (Jeff Anderson), costretti ad abbandonare a causa di un incendio il loro amato-odiato posto di lavoro presso il mitico Quick Stop minimarket, si ritrovano ormai trentenni occupati in un fast-food della catena Mooby's. I compagni di strada di questa nuova tappa delle disavventure del duo di commessi più irriverente della storia del cinema sono Elias (Trevor Fehrman), un imbranato adolescente bersaglio costante del sarcasmo di Randal, e la bella Becky (Rosario Dawson), direttrice del fast-food con un debole per Dante. Non potevano ovviamente mancare Jay (Jason Mewes) e Silent Bob (Kevin Smith), che stazionano all'esterno del locale dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti intervallato dal torpiloquio dell'immenso Jay (che arriverà addirittura a citare la celebre sequenza del serial killer davanti allo specchio de "Il silenzio degli innocenti").
Il motore della vicenda è innescato dall'imminente partenza di Dante per la Florida, dove si sposerà con Emma per poi trasferirsi con lei nella casa dei suoceri e gestire l'autolavaggio di famiglia. Un cambiamento drastico in grado di scatenare una serie di reazioni a catena, che culmineranno in un'improbabile festa di addio al celibato organizzata da Randal e che ovviamente si rivelerà disastrosa, ma risolutiva...
Come giustamente fa notare Quentin Tarantino nei diari di lavorazione (si trovano fra gli extra, al minuto 26 dei 'Diari di lavorazione”), la cosa assolutamente esilarante è il fatto di ritrovare Dante e Randal, a dodici anni di distanza, ancora sotto-occupati, ancora precari, ancora commessi. Per chi come me corre spedito verso i trenta, il film d'esordio dell'americano Kevin Smith rappresenta un imprescindibile punto di riferimento cinematografico. Scritto nel 1992 e completato due anni dopo con un budget ridotto (27 mila 575 dollari), il film è uno dei baluardi dell'utopia del cinema indipendente contemporaneo. Girato in tre settimane all'interno del supermercato dove lavorava (di notte durante l'orario di chiusura), con un cast composto da amici e realizzato con un bianco e nero sgranato di infima qualità, il film riuscì nel miracolo di mettere d'accordo pubblico (incassò almeno 2 milioni e mezzo di dollari) e critica (vinse addirittura il premio per il Miglior Regista al Sundance ed il premio della critica al festival di Cannes). Da quel momento nacque uno stile cinematografico che il buon Smith ha riproposto, si può dire senza soluzione di continuità, in ogni sua successiva pellicola. Il New Jersey, l'eterna adolescenza, l'incapacità di assumersi delle responsabilità, la patologica difficoltà nel prendere decisioni importanti, le citazioni cinematografiche, quelle fumettistiche, il ricorrere a caratteri fissi e personaggi feticcio (Jay e Silent Bob su tutti) ed il linguaggio sempre sopra le righe sono per sommi capi i caratteri generali dell'autorialità di Kevin Smith. Clerks II, come tutto il cinema di Smith, racconta in maniera anti-convenzionale la difficoltà d'una intera generazione ad uscire dal limbo dell'adolescenza e, forse, molto più di tanto cinema "impegnato" è in grado di calare i propri personaggi in una realtà davvero plausibile, dove il problema della precarietà riesce a prendere corpo per ciò che è, senza inutili moralismi, in un film divertente.
Citazione
Randal: "Continuavi a spiegarci come avresti preso in mano la tua vita e che cosa hai fatto? Hai lavorato in quel cazzo di negozio finché non è bruciato".
Dante: "Ho seguito i corsi all'università"
Randal: "E hai mollato"
Dante: "Perché tu hai smesso di andarci!
Randal: "Era solo un modo di passare il tempo quel cazzo di corso, lo sai! Un semestre abbiamo fatto Criminologia, Cristo santo! Cosa cazzo volevi diventare, Batman?".DVD Caratteristiche tecniche
Formato: DVD 9
Strato: doppio
Video: 16/9 - 1,85:1 anamorfico
Audio: Dolby Digital 5.1 in italiano e inglese, Dolby Digital 2.0 in italiano
Sottotitoli: Italiano - Italiano per non udenti
Contenuti speciali
- Trailer
- Spot
- Come si fanno i film ovvero "Le Papere" (29' con introduzione del regista e del produttore)
- Sguardo ravvicinato su "Erotismo Interspecie" (10')
- Diari di produzione (50' con introduzione del regista e del produttore)
Fra i contenuti speciali meritano una segnalazione particolare i diari di produzione che in realtà altro non sono che i migliori dieci video realizzati appositamente per il sito ufficiale del film. Fra questi bisogna citare per sfiziosità (minuto 26' dei 'Diari di produzione”) una chiaccherata a tre fra Quentin Tarantino, Robert Rodriguez e Kevin Smith.
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