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"Lelouch sa governare il tutto con una ironia che, per essere tenera, non è meno pungente. Costruisce le sue immagini con la fluidità di una candid camera e la sapienza di un vecchio leone degli spot, racconta con la precisione di un ottimo osservatore". (Irene Bignardi, La Repubblica, 2/2/91)
"In questo cinema coniugato al presente, ma capace di resistere agli anni conta anche stavolta la bravura degli interpreti". (Alfio Cantelli, Il Giornale,1/2/91)
"Lelouch, sembra avere percepito, anche in anticipo su altri cineasti più alla moda, un dato che va emergendo: la frantumazione del racconto". (Francesco Bolzoni, Avvenire,2/2/91).
"Certamente il film è un primo passo, significativo, verso una raggiunta maturità. (Claudio Siniscalchi, La Rivista del Cinematografo).
"Anche Lelouch, come Fellini, sente la voce della luna. Sono echi diversi, ma di sicuro il regista ritrova l'arma della convinzione. (Maurizio Porro, Il Corriere della Sera,3/2/91).
"Spettacolo di grande bravura, brillante con rintocco malinconico e seducente abbastanza perchè dopo due ore se ne abbia ancora voglia. (Giovanni Grazzini, il Messaggero, 8/2/91).
"Il volto umano di Lelouch. Con tutta la sua abilità, che spesso è anche furbizia, di maneggiare con i sentimenti la macchina da presa. (Gian Luigi Rondi, Il Tempo, 8/2/91).
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