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Copyright © Cinematografo 2009.
"Il 'saper vedere' di un autore e una dote assente in Stefania Sandrelli che firma con Giovanni Soldati 'Christine Cristina'. Il loro e un accurato (vedi i costumi e la scenografia) sceneggiato televisivo (...). Omaggio, dunque, a una protofemminista. Amanda Sandrelli che la impersona non ha però la duttilita di attrice di Helen Mirren." (Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 20 ottobre 2009) "Non e una questione di autorialita: il film ha una regia molto elementare e uno stile altrettanto tradizionale. Ma nella costruzione della sceneggiatura, nelle 'esitazioni' della sua protagonista (non a caso la figlia Amanda), in certe improvvise liberta e 'incongruenze' narrative sembra di ritrovare lo stesso mistero della Sandrelli attrice, quel suo misto di meraviglia e ardore, quel suo avanzare travolgente per poi quasi ritirarsi e 'nascondersi' che ci conquistano e ce la fanno amare ben al di la dei suoi difetti." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 20 ottobre 2009) "La protagonista e Amanda Sandrelli, figlia di Stefania e il marito di lei, Blas Roca Rey, ha una parte; Alessio Boni e il teologo, Alessandro Haber il cantastorie; l'autorita e impersonata dal meraviglioso Roberto Herlitzka. Gli attori sono tutti a posto. Il film invece e deludente, scolastico, registicamente modesto quanto le opere dirette in passato da altre attrici, Jeanne Moreau, Monica Vitti, Ida Lupino, Lucia Bose." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 20 ottobre 2009) "Non bisogna soffermarsi sul risultato, ma qui va considerato il progetto ambizioso, che diremmo oggi politico, nel trattare di una donna che s'e fatta da sola artista e madre, sulle corde di un Basso Medioevo che, metaforicamente, ricorda il nostro di Medioevo dal quale le donne non sembrano trovare vie d'uscita, al di la dello sconcerto." (Dario Zonta, 'l'Unita', 20 ottobre 2009) "Purtroppo, al di la delle buone intenzioni, non convince nemmeno l'esordio alla regia di Stefania Sandrelli con 'Christine/Cristina'. Titolo bruttino per raccontare la fulgida parabola di Cristina da Pizzano (1365-1430), poetessa medioevale nata in Italia ma formatasi in Francia. E' Amanda Sandrelli a incarnare, con sobria partecipazione, questa donna eccentrica e coraggiosa, capace di sfidare Vati tronfi e consuetudini sociali per riporre una nuova idea di poesia. Dialoghi in lingua forbita, Alessandro Haber e Roberto Herlitzka in amabile partecipazione speciale, qualche tocco storico per evocare il contesto delle lolite tra Armagnacchi e Borgognoni. Presa tra gli obblighi di madre, il furore creativo e l'amore per un arcidiacono colto e gentile (Alessio Boni), Cristina insegue la bellezza del verso ma trovera la durezza del potere. Quello stesso, ha voluto far sapere la Sandrelli, contro il quale e andata a protestare qualche sabato fa a piazza del Popolo." (Michele Anselmi, 'Il Riformista', 20 ottobre 2009)
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