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"Lo diresti un remake inconfessato del 'Pranzo di Babette', però la sceneggiatura usa troppo dolcificante e poco o nulla di quel pepe che sembra rendere irresistibili le cioccolate di Juliette". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 11 febbraio 2001)
"Lo spirito del film è simpaticamente libertario in chiave di spregiudicato apprezzamento delle leccornie, un po' sul modello di 'Il pranzo di Babette', e la pacificazione finale con redenzione del supercattivo può ricordare addirittura 'Il grinch'. A giudicare dalle risate che hanno contrappuntato la proiezione e dall'interminabile applauso finale, 'Chocolat' si direbbe confezionato con perfetto dosaggio degli ingredienti. Anche se il sapore di questo cioccolato è un po' industriale". (Tullio Kezich, 'Corriere della sera', 11 febbraio 2001)
"Tratto da un romanzo di Joanne Harris, interpretato benissimo, 'Chocolat' risulta alla fine un poco manierato, stucchevole come la cioccolata quando è troppa. Lasse Hallstrom, svedese, 54 anni, marito di Lena Olin che in 'Chocolat' recita un personaggio rilevante, è il regista de 'La mia vita a 4 zampe', 'Buon compleanno Mr. Grape', 'Le regole della casa del sidro'. Anche se lavora negli Stati Uniti, tenta di salvare i suoi film dagli stereotipi e dai ripetitivi standard hollywoodiani: ci riesce, pagando a volte il prezzo d'un ottimismo vitale però melenso." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 24/02/2001)
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