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"Un fantasma, due città, una coppia lontana nel film del taiwanese Tsai Ming-Liang che gira la scansione del tempo come una serie di quadri di solitudini in cui l'ossessione è una fonte di vita, di resistenza, d'amore". (Silvio Danese, 'Il Giorno, 14 giugno 2002)
"Mistico, simbolico (ricorrono acqua e ruote), quasi muto, 'Che ora è laggiù' intreccia le vertigini del desiderio e della nostalgia distillando immagini incantevoli per luci, colori, composizione. La lentezza ipnotica è la stessa di 'The River' e 'The Hole'. Con un guizzo di umorismo a sorpresa che dà allo stile estenuato e squisito del taiwanese Tsai Ming-liang una dimensione nuova, molto interessante". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 14 giugno 2002)
"Il bravissimo regista malese quarantacinquenne Tsai Ming Liang, già autore di 'Vive l'amour' e di 'The Hole', racconta nel suo stile remoto e struggente la storia di un orologiaio di Taipei(..) Il direttore della fotografia, il francese Benoit Delhomme, è veramente bravo". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 14 giugno 2002)
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